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> IL MORO E IL QUASI BIONDO

> 08 Novembre 2008
Circolo Arci Sleepwalkers - Guspini (Cagliari)
Il risveglio nello  splendido nido anni 70 del Dj Davidone è perfetto. L'ultima cosa che ricordo di ieri notte è appunto una piacevolissima chiacchierata con il "rasta", contando la sua infinita ed epica collezione di dischi ed evitando di essere travolto dalla genuina voglia d'interagire del suo bellissimo boxer. Le indicazioni per raggiungere una rosticceria per asporto sotto casa sono impeccabili, i soldi pochi, la fame mega gigante, ma la politica è sempre la stessa: mangiare come porcellini e spendere il meno possibile. Il viaggio è piacevole. Il biondo driver mi molla le sue indicazioni google e a breve siamo già avviati in autostrada fra la pioggia e il sole, stanchi, silenziosi, ma quasi sempre anestetizzati dai paesaggi bellissimi.. Sono le sei del pomeriggio, il buio non aiuta e quando siamo nelle mani dei nostri precedenti e distorti ricordi estivi, saranno gli aperitivi e i salatini dell' osteria di Guspini da "Carlitos" a ricollegarci direttamente con i festini e la location precisa. Le indicazioni del titolare del bar, sommate alla prima biretta al volo della giornata, cambiano il mood della squadra, ma anche quello del mio stomaco estremamente sensibile:  poco dopo fuori dal cancello ancora lucchettato dello sleepwalkers la mia pancia non ne vuole sapere, ho bisogno della toilette! Un pochino me lo aspettavo. Durante le scorse due edizioni dell 'Here i stay guardando dal bar il palchetto sulla sinistra (sfruttato come guardaroba) mi sono spesso domandato: "ma come sarà suonare in un posto così piccolo ed intimo d'inverno?" La dinamica era quella prevista: la speciale Eleonora, il mitico fratello Gabri e il super Pulce coordinano un attimo intristiti un locale semi pieno a causa di una festa del vino a pochi km. Il fatto che il Moro, a detta loro, sia stato il gruppo rivelazione dell' Here i stay non basta; un sacco d' amici sardi disertano il campo e così il calcetto. I pochi ma buoni presenti saranno, insieme al mirto, le birete, il trucco di far indovinare alle bariste in quale mano nascondo le consumazioni, i pochi trombini, la sorella di Ambrina con un poncho nero molto bizzarro e due occhi competitivi, un concerto dinamico (ma non proprio al massimo della concentrazione), Gabri che vuole diventare cuoco, il Pierasco che sarebbe dovuto essere dei nostri in terra materna, saranno (dicevo) decisamente l'antidoto perfetto alla noia o al destino di non essere riusciti a riempire il locale. Fratelli Boi sgrassie per la dormita e soprattutto lo splendido risveglio con il sole, i panini, il verde magico e la voglia di continuare ad organizzare concerti...mitici!

> IL MORO E IL QUASI BIONDO

> 07 Novembre 2008
Circolo Arci Tumbao - Sassari
Yessss, come direbbero in molti. Dopo lo splendido feedback post gig alla 3 giorni estiva dell' Here i Stay di Guspini, i tre animali del moro, il quasi e il biondo non hanno smesso di domandarsi :" Quando torniamo in quel paradiso di matti, amici e splendide fanciulle? beh, Mattia Sleepwalkers (disponibilissimo come sempre) gira dei contatti e in un battibaleno chiudo due date preparandoci a due sane nottate in traghetto: quella dell'andata e poi quella più malinconica e sofferta del ritorno...(You'll stumble in my footsteps...). Dopo aver passato la giornata in autostrada stipati dentro la punto del biondo, finalmente il giovedì sera zompiamo sul traghetto da Livorno. Ceniamo a bordo, vediamo lo stesso film in loop tutta la
notte e poi ci lasciamo semplicemente cullare dal mal di mare. L'arrivo è da guerrieri; è mattina prestissimo e alla fine Sassari non è poi così lontana, (ricordo sulla via dei tramezzini ottimi e un asino sul ciglio della strada da brivido!). Siamo in super anticipo, passiamo ore a cercare un parcheggio il più vicino possibile al Tumbao, situato chiaramente in piena zona a traffico limitato. Segue  una mattinata in giro per il centro di Sassari, dove entro nel duomo, bevo del mirto ghiacciato come aperitivo osservando una mamma sputtanarsi l'intero stipendio alla macchinetta del poker, fumo sigarette all' entrata di una pasticceria con il sole e la pioggia, aspetto stanco morto! Il dj Davide (anche se è andato a dormire alle 6 del mattino) è di parola e, come previsto, ci raggiunge per pranzo ad una tipica osteria Sassarese. Io non
resisto e ordino un orgia di enormi lumache al sugo rosso piccante e vino rosso; passerò così le successive 48 ore a deglutire saliva con un retro gusto di lumaca improbabile e ovviamente a ordinare le peggio bibite per superare questo disagio nel palato...Il Tumbao è particolarmente grande e a due piani. Dopo il sound-check e una pizza intuiamo che il numero di freaks in arrivo sarà competitivo dalla velocità e dal modo di preparare i banconi per i
cocktail della decina di baristi sparsi per l'arci. La previsione è più che fedele alla realtà, da lì a poco non ci si muove più! Davide è un Dj fighissimo (speriamo di riuscire a portarlo a suonare in Friuli presto), passa a un genere all'altro con il sorriso e la gente non smette mai di ballare. Viene spesso rimandato l'inizio del concerto, ma quando è il nostro momento i liquidi in
sala come quelli sparsi sotto la mia gonna si fanno sentire a modino...Il concerto funziona e anche se la gente non vede l'ora di ballare on stage (momentaneamente non accessibile), segue comunque attenta e incuriosita. Passo buona parte del gig a suonare e a comunicare a sguardi con quelli piazzati sul balcone del 2 piano esattamente sopra la mia testa. Vendiamo svariati cd dal palco (disposti nella 24 ore anni 70 da rapina del biondo)  che non c'è tempo per montare un banchetto: la frenesia collettiva sta sparando tutti uno stato confusionale notevole. Il moro e il biondo sono molto "stanchi", io mi sento più in forma che mai; passerò la serata in gonna a "conoscere" fanciulle, evitare risse, assaggiare cocktail mega giganti grazie alla generosa bimba con le banane in testa del bar delle alte, fare tetris discutibili fra la cucina e la punto del biondo in strada, speciali colazioni e genuine chiacchierate con Davidone e infine fumare sigarette pensando;" hei biondo non potrà piovere per sempre ih?..." By the way, questo sì che è un locale! sgrassie Davide, il suo babbo Vincenzo, le bariste e tutti quelli del primochef del cosmo!

> IL MORO E IL QUASI BIONDO

> 31 Ottobre 2008
PUB DI TRAVALLE- Travalle (Prato)
Oh yeah, dopo una serata da guerrieri come quella di ieri sera, sono comunque operativo per caricare la macchina del moro di strumenti fuori dalla zona a traffico limitato della feroce Bologna. Ci mettiamo un attimo, nei break pulisco tappetini, mi concentro sul da farsi, mi rendo conto di avere da giorni il cellulare senza credito e senza battera sul fondo della mono volume. Durante queste 3 date il moro è l'unico che guida il suo mezzo, il biondo gentilmente si è occupato delle indicazioni dunque sta nello shot gun a fare da navigator, il sottoscritto rimane per la prima volta dietro e dato che non ha nulla da fare principalmente o dorme o beve. Al Pub becchiamo praticamente subito il mitico Gabri (promotore della data). E' la notte di Halloween e dato che tutti i mitici dello staff sono già in maschera, io vesto la gonna nera con spacco fin dall'aperitivo. Gabri se la ride, mi racconta del fatto che sta per partire per gli States e che non vede l'ora di concretizzare un sacco di cosine. Però fra il sound check e la cena, viene fuori per caso che non è previsto il dormire e che inoltre la data è stata venduta dalla Matteite con in accoppiata DEJLIGT. Mi sento un attimo poco concentrato, poi mi rendo conto che il tutto è stato chiuso un sacco di tempo fa, che soprattutto non ho mai visto neppure un euro per questo lavoro e che Gabri è uno dei nostri e dunque troviamo un bad and breakfast economico in un lampo. La cena è buonissima, alla fine c'è gente, anche se all'appello mancano la Mary con il Pierascador, Ambrina e Marcello e la Saretta e il Battisti. La gente durante il gig apre la finestra e mi passa le sigarette, c è un tiro figo, bevo drasticamente di meno dei giorni prima e mi diverto come un riccio ugualmente. All'una si stacca e si schizza tutti al Black out a Prato a ballare, la gente è più o meno quella di prima e il Gabri è un vero Gentelman come al solito. Quando ci stiamo addormentando al bad and breakfast, non posso fare a meno di farmi delle enormi risate immaginando l'omone Gabri in missione, da lì a poche ore, a vendere la sua collezione di Dylan Dog per una cifra da brivido! Peace and Vulva and a little bit of Heavy Metal!! Ora ci manca la Sardegna next week!




> IL MORO E IL QUASI BIONDO

> 30 Ottobre 2008
CIRCOLO ARCI SESTO SENSO- Bologna
Stanno occupando le università e le scuole in giro per tutta l'Italia, la tensione fra destra e sinistra cresce come i decreti discutibili e la confusione generale. Il Sesto Senso è un covo bolognese in piena zona universitaria che in passato mi ha dato un sacco d'emozioni sia con Dailit dal vivo che semplicemente passando a berci degli aperitivi con gli Ulani. I titolari sono dei nostri, appena c'incrociamo al di là del balcone (coscienti del possibile poco pubblico dovuto alle occupazioni) scattano un'orgia d'aperitivi e di promesse bellicose sull'esito del resto della serata. Francesco Trees of Mint oltre ad essere dj e prendere il posto di Dimitri (che è suonare a Torino con Postal) è quello che gestisce l'evento, il nostro riferimento, quello che mi salverà durante tutto il resto della giornata e che alla fine di numeri improbabili e racconti di tipica espressione di matteite cronica all'ennesima potenza, mi farà gentilmente morire sul suo enorme divano dal quale poi cadrò sbattendo la testa, ma russando con il sorriso stampato. Mi ricordo prima una ragazza mezza slovena dagli incredibili occhi azzurri che solo ad inizio serata si offre pure di ospitarmi a dormire con la madre e poi la barista della mattina che invece (in compagnia di un ragazzo molto simpatico, il sottoscritto e il Carletto Strata) non si tira mai indietro nell'ordinare bottiglie di vino bianco greco da 13 gradi. Il concerto mi sembra vada bene, ma i vicini chiamano per il casino e anche se potremmo divertirci siamo tutti in tensione per paura di fare troppo rumore. Alla quinta bottiglia dopo una cena di 3 panini, un tagliere di salumi squisiti e una mega insalata stra piena di Tabasco, la Matteite e il Carletto decidono sbrubaldini di andare in missione a vedere se Egle o il giro dei De lano lavorano sempre in un baretto vicino...Bingo! becchiamo tutti i Blake/e/e al completo (manca Egle), veniamo a sapere che quella fava del De Carlo non ha fatto da piccione viaggiatore e nessuno è stato informato del gig. Nessun problema, tutta la crew al completo ritorna al Sesto Senso e poi mi è veramente difficile ricordare...so solo che la mattina dopo come un fiore schizzo al locale a scusarmi, trovando tutto lo staff molto gentile e assolutamente comprensivo. Li abbraccio, immagino di aver rischiato d'essere eliminato come in una partita di risiko e mi congedo con un sano rock n'roll! Uno sgrassie sincero ai Blake/e/e, al Moro, a tutto lo staff dell'Arci per avermi sopportato.

> IL MORO E IL QUASI BIONDO

> 29 Ottobre 2008
CIRCOLO ARCI FANFULLA- Roma
Le date, l'investimento d'energia, soldi, tempo per organizzarle, la logistica on the road, il bisogno di dire delle cose e di confrontarsi per cercare di crescere in questo mestiere (o in questo hobby di myspace più popolare che mai...), sono tutti elementi affrontabili singolarmente, ma dal momento in un cui diventano un'unica missione, lo sforzo (che diventa necessario) è spesso anche estremamente impegnativo soprattutto se gestito da una persona sola. Dall'altra parte della "scrivania" invece, gli equilibri in una band rock 'n' roll sono altri e spesso sono molto sottili, soprattutto se questa ultima viene giustamente viziata perché già coordinata di default da un'etichetta, un distributore fisico e digitale, un ufficio stampa e un booking agency. Il moro e il quasi biondo sono un laboratorio live e non solo, esattamente come la Matteite rec. che, capitanata dal sottoscritto, non può far altro che lanciarsi e crescere on the road, sia come artista (battero del moro) che come struttura d'edizioni. Anche sei i ruoli e i doveri di tutti sono chiari, quando certi obbiettivi contrattuali ed economici fra le due realtà vengono raggiunti, è chiaro allora che rimane solo la voglia di dire assieme delle cose musicalmente, unico vero motore di tutta questa avventura chiamata IL MORO E IL QUASI BIONDO "Questa è una parentesi :)". Questa data di Roma del Fanfulla rispecchia perfettamente questo equilibrio fragile, reso oggi concretamente più solido da una performance e un pubblico decisamente speciale. Alle luci e proiezioni il mitico Mutech, nel pubblico un sacco di curiosi e amici, tra cui Dan il regista, Tommy, la Tomasino, lo staff, Rosal...la cosa funziona, si sente bene e la gente è nello spirito perfetto per affrontare lo show e soprattutto divertirsi e lasciarsi andare anche con un genere apparentemente così di nicchia. Ci sono difficoltà con il dormire, quelli su cui contavo si sono scordati; mi organizzo con il circolo e alla fine dormiamo dentro al locale, con la serenità di non dover smontare o preoccuparsi di lasciare in strada gli strumenti. La magnifica compagnia di un po' di gente speciale e un impedibile torneo di calcio balilla da nottambuli, fanno sì che non veda l'ora di rifare un concerto al Fanfulla con la stessa energia e credibilità!



> DEJLIGT (+Il moro e il quasi biondo)

> 25 Ottobre 2008
La taverna di Franz - Lignano (UD)
Si ritorna in Friuli e per la precisione, anche se l'estate è finita da mò, a Lignano. Questa è un'altra di quelle date che nascono per caso da myspace, il locale (che non conosci) ti contatta, chiedi un cachet, pensi alle spese dell'etichetta, fai due conti e ti senti fortunato. Siamo in coppia con DEJLIGT che chiudono questo "feed the dog tour" iniziato ancora a marzo 2007 con oltre 90 date in cartellone. La Matteite si dimentica la chitarra a Udine, s'ingegna assieme al gladiatore Caius per attaccare una cinghia con il Gaffa sull'acustica del biondo e cerca di capire l'esito di questa serata tutta particolare. Non c è nessuno in giro per Lignano, c'è un concerto in un bar vicino, ma sembra ci siano 20 persone. Franz del locale e il suo collega sono sereni perché dicono che la loro Taverna sta aperta fino alle 7 del mattino e dunque ha una clientela di nottambuli. Verso la mezzanotte siamo in pochi, ma il buon Marco Pilia è arrivato con una macchina piena di Fanciulle carine fra le quali la splendida Astrid appena tornata da Tokyo. Li osservo sorridendo al microfono e constato che è il concerto con la percentuale più alta di topa. Con Dailit partiamo di nuovo con le lente, ma Caius è distratto, forse perché deve andare a Gorizia dalla donna e questo giro la performance risulta effettivamente discutibile, non ci siamo proprio; non ci penso, esclusivamente in funzione del super lavoro che fra poco dovremo affrontare per preparare il set dal vivo del nuovo disco in italiano, appena finito di mixare dal buon Moscolow Dave e in uscita a Marzo su Tempesta. Il biondo e il moro si devono ancora riprendere dal festino veronese, il concerto fila liscio, ma siamo un attimo scarburati, forse anche per il poco pubblico e il contesto veramente distante dal loro immaginario. La serata si sposta in principio a casa d'Irene (che prende gentilmente in custodia a tempo indeterminato il 4 coni Marshall del Biagio) con il resto della squadra stra in forma, mentre il biondo rimane a dormire in macchina sotto casa. Per fortuna io e il buon Pierascador non ci si vede mai, dunque quando inevitabilmente il mood nell'appartamento cala, decidiamo di ritornare alla taverna e affrontare il bancone e il tavolo da biliardo da veri guerrieri. I discorsi si fanno vaghi, ma il titolare del loco oltre ad essere molto generoso, verso le 7.30 del mattino dice che potrebbe incominciare a prendere in considerazione il fatto di andare a dormire, io e il Pie' siamo un attimo confusi...l'orario ci lascia perplessi, sorridiamo, ringraziamo, paghiamo e schizziamo a dormire nel nido Dainese di Lignano pineta. Well done!

> IL MORO E IL QUASI BIONDO (+Rue Royale)

> 24 Ottobre 2008
Circolo Arci KROEN  - Villa Franca (Verona)
Ci mettiamo un attimo per trovare lo splendido circolo nella campagna veronese, ma una volta giunti a destinazione non possiamo far altro che rilassarci e goderci questa location ricca di splendide sorprese. La prima è che al mixer a fare i suoni dei Rue Royale trovo il gentilissimo Romano armato di maglietta Dailit, scoprendo così che tutto il collettivo dell'Arci Kroen è costituito da vecchie conoscenze locali. Questo rilasserà tutti di default, soprattutto alla cena, quando scopriamo che i cuochi dalla cucina buonissima e stilosa vivono quest'arte magnifica esattamente come la programmazione dei concerti, organizzando cene a tema, scambi culturali, confrontandosi prima di tutto con le persone che ricoprono di prelibatezze. Alla fase grappe scopro che la famiglia Dekker salta il giro, trovandomi così di fronte ad un assolo di piccoli ma efficaci bicchierini di vetro. Il moro e il biondo non parlano molto l'inglese, ma seduti a tavola li sento più partecipi, siamo tutti molto curiosi e anche pieni d'idee, pensiamo che potrebbe essere carino (oltre a farsi un sano week end a Venezia con il duo) registrare delle cose assieme. Bene, a questo punto arrivano dei free drink e la fanciulla dietro il bancone dice che un loro amico nord africano beve regolarmente questa pozione magica: Amaretto di Saronno, rum e birra. Mi lascio convincere facilmente e il nostro concerto cresce meglio di quello prima, anche i due nuovi brani in scaletta rendono il tutto ancora più credibile del solito. I Rue Royale sono delle macchinette e, anche se le loro canzoni si assomigliano molto, sono particolarmente belle ed è veramente facile lasciarsi andare ed emozionarsi appena si ha l'illusione di capire qualche linea dei loro testi...soprattutto quando a Brookln scappa un "ghe sboro" insegnato a cena dalla mente bischera del Matteino. U eff ou! Facciamo tardi, passiamo tutta la sera a parlare con i presenti che verso fine sembrano di più, a parte la dolce Caterina che deve schizzare presto a lavorare in ospedale. Ci addormentiamo in una stanza al terzo piano dell'edificio dotata di mitici e comodi letti a castello, scortati da un cane simpaticissimo che decide di rispondere al mio russare con una genuina abbaiata e concludere le sue presentazioni ufficiali con un sano balzo dritto sul letto dove giace alla frutta il biondo. Il risveglio sarà meglio dell'arrivo, i cuochi ci sorprendono nuovamente con un pranzo speciale e un energia veramente competitiva rispetto alle condizioni della tavolata. Bellissimo, estremamente Dailit direi. Grazie a tutti di cuore, anche ai Rue Royale che da questa mattina sono già per strada verso Salerno.

> IL MORO E IL QUASI BIONDO (+Rue Royale)

> 23 Ottobre 2008
Circolo Arci TETRIS- TRIESTE
Ok ci aspettano tre date di fila e le prime due in compagnia di questa coppia duo di sposini dei Rue Royale: lei di nome Ruth (che si pronuncia come tetto in inglese) di Birmingham (UK), come gli Iron Maiden, e lui Brookln di Chicago come un sacco di band che amiamo. Lei, per essere della terra del fish and chips, è obbiettivamente molto carina, quanto è stra rilassato e gentile il suo compagno. Sono in giro da mesi e si vede che sono super rodati come il loro Tom Tom sulla macchina con guida a destra. Il Tetris è un locale perfetto per conoscere i nuovi compagni d'avventura; il collettivo ci ama, riempiendoci di birete, pizze mega giganti, fotografie, gentilezza misto completa disponibilità! Il guest della serata è sicuramente il Carli che oltre ad ospitarmi a notte fonda, risulterà un perfetto cicerone pre concerto...Mentre ci congratuliamo a vicenda per le rispettive performance con i Rue Royale, i ragazzi ci raccontano di essere stati derubati in Olanda e di essere tremendamente e costantemente in paranoia per il loro back line. Ma il festino s'impenna come al solito solo quando i nostri doveri come musicanti, bookers, venditori di cd, drivers, navigator manuali con mappa, si concludono! Da quel momento (a parte le fotografie che ho in testa sugli amici entusiasti per il concerto) i discorsi e i racconti della serata si fondono come in un perfetto cocktail, quello che di solito ti lascia spegnere e risvegliare the day after in un treno con l'ansia di esserti dimenticato l'insulina o d'essere in ritardo, mentre ci si accorge d'indossare una maglietta nuova di provenienza non ben identificata.

> IL MORO E IL QUASI BIONDO

> 19 Ottobre 2008
Punky reggae pub, San Zenone degli Ezellini (TV)
Ed eccoci qui, seconda data di fila per il Moro solo di domenica. Il Punky è un Pub che conosco bene e mi ricollega inevitabilmente a Cioik (che gentilissimo ha chiuso la data), ad Andrea e al resto dei ragazzi dell'Asolo festival che, oltre ad essere presenti, ritrovo super disponibili e gentili. Dopo l'infinita statale da Montebelluna, conosciamo sul loco i ragazzi padovani e stra alla mano dei Lunainfea che apriranno la serata con del sano rock psichedelico. La cena è ottima quanto il vino e anche il nostro concerto; anche quelli che non sanno chi sia Fennesz o Mause of Mars, cresciuti a pane e hard core, ci riempiono di complimenti, sostenendo che il concerto è concretamente particolare. Vendiamo dei cd, il Lento e Mr. Cruciverba si lasciano andare con una coppia di simpaticoni al calcetto e il resto della giornata prosegue in serenità, ma di certo non come in una domenica qualsiasi.

> DEJLIGT + IL MORO E IL QUASI BIONDO

> 12 Ottobre 2008
BAR DELLA MORTE /MARSURE (PN)
Siamo stanchi, esausti! Il cocktail più in voga di recente porta la bandiera dell'inferno, quella con scritto sopra no mercy, senza pietà. E se la bibita diventa compagna di merende quando si è impanicati per le troppe cose da fare, non si può neppure lontanamente immaginare i suoi danni dal momento in cui si decide d'abbracciarla in onore di un previsto festino! Il Bar della Morte è la conseguenza di quello successo due giorni prima (post concerto friulano degli amici Dada) nella dimora udinese della gemellina...Ma torniamo a Marsure al Bar; con la faccia del moro sorpresa per l'estetica del locale, quella del biondo molto più grigia e appunto ancora sconvolta dal festino di ben 48 ore prima, segue Caius sorridente, ma spaventato dall'idea che la Cinzia accenda il camino dietro alla sua battera e poi ancora Pierascador, agitosissimo perché di domenica deve schizzare in ufficio a Valvasone a finire delle trattative. Io? Sto allreeet, ho passato il pomeriggio a "provare" con Dailit, ma la mia testa è perennemente concentrata sul lavoro di missaggio del disco nuovo, sulle date, i dischi in uscita dell'etichetta, sul bisogno di soldi, di un nido, forse d'innamorarmi di nuovo, di sfondarmi di schifezze, non pensare a nulla per un pochino e staccare la famigerata spina...impossibile! Il concerto di Dailit parte all'inverso, prima tutti i lentoni, poi 2 nuove in italiano e poi un pochino di rumba...Ci sono dei buoni amici ai tavoli, ma il concerto mi emoziona solo all'inizio, poi finisce in caciara perché siamo poco concentrati. Il Moro ha dei volumi nelle basi da fantascienza, non so bene cosa sto facendo, il pubblico reagisce bene quanto i vicini che si lamentano a tal punto da far interrompere il concerto. Sono di fretta, mi faccio pagare, saluto il biondo che ha appena bisticciato con il moro e sono già per strada verso il mare ad ascoltare i provini del mio disco come se da venerdì non avessi mai lasciato la regia di Moscolow Dave.
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