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> HONEYCHILD COLEMAN (+ il moro e il quasi biondo)> 05
Marzo
2009
MOD'S LOUNGE - Montevarchi (AR)
Il ritorno dalla Danimarca in Italia in furgone è stato massacrante, tipo partenza alle 8 di sabato sera da Odense, arrivo a Udine alle 5 del pomeriggio del giorno dopo. Seguono due giorni a Gorizia per il funerale di mia nonna e delle sfortunate e mezze mancate prove di Honey in villa Tarm con Stefanino (sostituirà ru da metà tour) per le condizioni fisiche poco fortunate sia del Pierascador che di Ru: sono tutti ammalati! Ma “today is the day”: pioggia o sole siamo tutti in furgone alle 10 del mattino, salutiamo il mattiniero Toffolo in giardino e ci buttiamo in “autostrada” direzione Arezzo per prima data di 10 in 10 giorni in giro per la nostra penisola. E’ incredibile: per la prima volta siamo in drastico anticipo e quando arriviamo fuori dal Mod’s Lounge per fortuna il gentilissimo gestore Davide ci raggiunge velocissimo dandoci così subito la possibilità di montare con calma e di conseguenza ragionare meglio sulle logistiche di un palco “balcone” molto carino, ma anche tecnicamente complesso. Al momento della cena arrivano Veronica, Ale dj (il contatto per questa data), un loro amico Sergio e successivamente la fanciulla del Pie’ Mary scortata da Ambrina e Valentina in assetto rossetto rosso. I 3 piatti di pennette all’ arrabbiata contaminati da dei super funghi e potenti annaffiate di Chianti, sono il perfetto fondino nello stomaco per gestire eventuali attacchi ipoglicemici in serata e affrontare un doppio set molto stressante per un previsto ascolto sul palco assolutamente inesistente. Ma il sorriso è con me soprattutto durante il 2° show che passo a guardare perennemente il Pierasco per i cambi sentendomi meno cisbo del solito eh! Durante il singolo di Mad Professor scendo dal palco e mi rendo conto che il suono fuori è un disastro, ci stiamo mettendo in pericolo, il set di Honeychild è troppo eclettico e complesso per essere eseguito in un locale super ospitale, ma dalle capacità tecniche così ridotte: sbagliando si impara. Ru è ammalatissimo, si prende una camera in una pensione vicina, il furgone è imballato e io e Carolina schizziamo con Veronica, Ale e Sergio a continuare una splendida serata Fiorentina, mentre il principio solo il santo Pierascador schizza verso Siena con la compagna; solo successivamente verrò a sapere che il moro e il biondo decidono di seguirlo in furgone dimenticandosi completamente di Ru in albergo a Montevarchi ih ih...rock n roll! > HONEYCHILD COLEMAN (+ il moro e il quasi biondo)> 27
Febbraio
2009
INTERNATINALT HUS - ODENSE (DK)
Dopo una speciale colazione offerta dal Dunker in un caffè molto alternativo, ci troviamo ben presto a riempire il furgone di olio in direzione estrema vichinghia. Anche questo giro siamo un po’ tardi, ma è tale la voglia di rincontrarci o presentarci tutti con la squadra della sorella Marisa, Silvie, Kent, Jakob, Tine, Emily, Viola che al momento dello scaricaggio nello stra familiare centro di Odense, non possiamo far altro che abbracciarci e brindare in strada di fronte all’entrata dello storico internationalt hus. Marisa si è sbattuta un casino per chiudere e promuovere questa data decisamente ben pagata; mentre la sua piccola creatura Emily mi aiuta a montare la battera insieme al gentilissimo fonico Murphy, ne parlo con lei, Silvie e Anna. Durante il sound check Ru rompe un fusibile della sua testata ed è troppo tardi per recuperarne uno nuovo in città: passerà il concerto a suonare con la chitarra elettrica in linea nell’impianto. Il mio ascolto sul palco è ottimo, mi sento a mio agio, in sala sono in pochi, ma buoni amici per la maggior parte, e l’emozione di suonare per loro la battera in 2 nuovi progetti non è poca. Qualcuno compra il disco da Carolina al merchanda altri si fermano con noi a festeggiare e jammare fino a orari improbabili, boicottando così la super acclamata e attesa serata post gig in giro per i soliti storici locali di Odense come il Taste less o il Boogies. Siamo stanchi, affamati, quando mi addormento sul letto di Marisa mi sento fortunato per tutti questi anni di amicizia, supporto reciproco, sintonia, voglia di sorridere anche nei momenti più difficili, quando tutto sembra troppo naif, quando la sfiga ti prende di mira e ti senti così disarmato da zompare su un aereo a random per trovarti due ore dopo a 2000km face to face a sorridere di nuovo. Grazie schifezza, il ragno. > HONEYCHILD COLEMAN (+ il moro e il quasi biondo)> 26
Febbraio
2009
DUNCKER CLUB - Berlin (DE)
Siamo stanchi e in ritardo notevole sulla tabella di marcia. Io sono l’ultimo a svegliarmi e devo ancora smontare la battera, credo di aver dormito forse due ore. Mentre mi controllo le glicemie e guardo gli altri in strada imballare il furgone in mezzo alla neve incrociando con lo sguardo una delle cape del locale ancora truccata da Michael Jackson, ricevo un sms dove vengo informato della morte di mia nonna e di un ricovero di mia madre in ospedale... Andrea è in forma alla guida e segue le indicazioni vocali deliranti del nuovo tom tom gentilmente prestato da Ale Edera; ci sono problemi, il furgone fa dei rumori strani, alla prima area di servizio scopriamo che è senza olio e così sarà per i successivi 2 giorni. Forse avrei dovuto controllarlo durante il viaggio di 8 ore a carico pieno di ieri invece che dormire. Il locale è una bomba, ma lo apprezzeremo più tardi; dato il nostro ritardo abbiamo un'ora per fare il sound check di 3 gruppi e per fortuna l’accoglienza e la comprensione del Dunker è comunque ottima. A cena nell’area fumatori arrivano svariati amici come il Pilia, Irene e Gaia (con l’ ultima scopro pure di averci fatto l ultimo dell’anno...), la fungola in vacanza, una specie di drag queen newyorkese amica di Carolina e probabilmente molti altri ancora. Mentre in camerino (a panza piena) compiliamo scartoffie e contratti vari per la dolcissima capa del club Ida, le Lilles on Mars (un duo di simpatiche fanciulle sarde) si imbatte con un locale dal palco ingestibile a livelli d’ascolto, ma da un pubblico folto e decisamente interessato. Quando è il momento del moro succede quello che in Italia ai festival temo da una vita; il cambio palco è eterno, 1° perché non siamo ancora in grado di prepararci prima a bordo palco un tavolo già cablato con un mac, scheda audio e 1 mixer, 2° per la evidente "stanchezza" di tutti! Qualcuno urla che ci rimangono solo 40 minuti per fare anche il set di Honey, si parte. Il portatile del moro dà di matto, non dà il click e di conseguenza la traccia audio con i cambi che seguo dalle cuffie normalmente. Siamo a caso, bendati, cerco di appoggiarmi a stento su una base distorta e confusa. Il litigio impegnativo che scatta post gig con Lorenzo, è risolto con una obiettiva soluzione tecnica di Ru. Dalle stalle alle stelle; lo show di Honey in versione pillola (6 brani al posto che 12) è una bomba, il suono spacca e il pubblico reagisce benissimo. La serata si riassesta in orge di vinelli rossi e vodke giocate al bancone con i dadi da poker in compagnia della lingua più veloce e sbausciosa del far west Irene, la Fungola e Gaia, discorsi filosofici annebbiati da ormoni che confondono i neuroni, un buttafuori diplomatico tedesco che alle 5 del mattino mi lascia in consegna le chiavi del locale, ma anche la mia insulina e il mio portafoglio ritrovati ore prima in giro per il club, un arrampicamento improbabile sulle scale che portano al soppalco della zona letto dove il Teobazio si addormenterà in tempo record russando sulle spalle di una santa fungola. > HONEYCHILD COLEMAN (+ il moro e il quasi biondo)> 25
Febbraio
2009
TÜWI – Vienna (AUSTRIA)
Ormai sono 10 giorni che facciamo base e prove a Valvasone nella splendida dimora dei 3 allegri ragazzi morti. Loro sono gentilissimi e assolutamente sensibili e preparati alle tempistiche domestiche inevitabilmente complesse di una band che in una settimana ha deciso di riarrangiare un disco con un live di 12 brani. É un lavoro impegnativo, ma ci siamo. Una volta svezzato il primo tetris nel furgone del Pierascador e presa l’autostrada per Tarvisio, non ci resta altro che contarci in furgone: Honey, Ru, il Biondo, il Lento e la Matteite. Ci prepariamo ad una sana tripletta di 1500 km (escluso il ritorno) del tipo: Vienna, Berlino, Odense. In settimana è mancato il nonno del Pierascador, dunque preleviamo il guerriero post funerale all'aeroporto di Vienna armato di baffi e racconti di un viaggio in business class privo di catering, ma trascorso in compagnia di una modella molto incuriosita dal non chiaro lato rock 'n' roll dell’agente immobiliare in questione. Il Tuwi è un ibrido fra uno squat, un centro culturale e una caffetteria, dotato di un alimentari ricco di cibi e bibite prodotti direttamente dal collettivo, un palco abbastanza grande, un cane bianco tipo zanna bianca di nome Roger, svariati divani e tavolini pieni di portaceneri (yes, possiamo fumare dentro), birre in bottiglia da litro e una fonica tutto fare molto molto carina di nome Christine. Dopo una serie di problemi tecnici e un sound check interminabile è già ora d'incominciare il doppio show. La data è stata chiusa da Marco (un amico di Codroipo del Biondo) che però ha deciso di scendere in Italia proprio oggi, dunque preleviamo dal furgone delle bottiglie di rosso friulano e andiamo ad addolcire o corrompere la fonica al mixer. Non c è molta gente, ma siamo tardi e i pochi presenti reclamano l’inizio del festino, in questo caso svezzato dalla Coleman. La gente balla da subito, soprattutto i pezzi più dub della scaletta che sono decisamente quelli più coinvolgenti sia sopra che sotto al palco. Vendiamo dei cd al banchetto merchandising improvvisato in velocità e mentre un dj set drum and bass tiene il groove della serata agitoso, incominciamo un live del moro particolarmente sentito probabilmente perché per la prima volta in due settimane di prove con Honey lasciamo da parte tutto lo stress accumulatosi per fare spazio alla voglia di suonare e “lasciarsi andare” per 30 minuti. Il seguito è da copione: il 90% della truppa a dormire, il Matteino in gonna armato di birete che si aggira fino all’alba per il locale ancora in tema carnevalesco, rincitrullito dagli occhi della fonica tutto tranne che lesbica e dalle logistiche di questo tour ormai completamente annebbiate. Punk is not dead yet! > IL MORO E IL QUASI BIONDO (+ Father Murphy + Chewingum)> 17
Gennaio
2009
CIRCOLO ARCI EDERA - Codroipo (UD)
Questo è un sabato che tutti aspettiamo da un pochino! E' una serata molto eclettica, i gruppi non si assomigliano per niente, ma sono uniti da un'amicizia e da un rispetto reciproco tale da rendere possibile un'unica soluzione: "Feeeeeeestino (let's celebrate...!?)". Ho passato le ultime 48 ore in questo locale di nome Edera; prima il venerdì sera al concerto del floydiano e ultra basettato Giotto (terminato poi in un noto night club della zona, dove per fortuna non mi sono innamorato...), e poi a provare tutto il sabato pomeriggio con il Moro. Sono le 7 di sera, la pennichella pomeridiana di 15 minuti sui sacchi di Fantozzi mi è servita solo per rassegnarmi al fatto che il lavandino del bagno non è una doccia, che la fame non mi salirà tanto più di così e che è troppo bello svegliarsi, raccogliere il bianco da terra e salutare una squadra di grandi giocatori di calcetto dandogli subito degli ecclesiastici e delle Big bubble! La pasta è al dente e aiuta a far scendere l'orgetta di caraffoni di rosso che regolarmente vado a farmi riempire dall'analista barista, quella che ti fa sentire in colpa, quella alla quale chiedi un cuba libre e ti domanda: un altro? Fede Dracula Murphy butta al centro una discussione sul quel nazi mancato di Michael Gira, racconto la mia discutibile avventura di ego echo del 2000, mentre mi accorgo che il sugo è dailit, ma è per 4 e siamo in 15! Baratto una bruschetta con il cartone barbuto (quello che ha il basso di McCartney, e la barba e le altezze di Lemmy!) e vedo il locale riempirsi piano piano in modo notevole. C'è il problema che l' Edera non è più un arci e bisogna fare una tessera a vita e a questo si sommano i 3€ del ticket, totale 10 banane. Qualcuno entra for free altri no, alla fine l' EDERA supera i 130 paganti e la cosa mi rasserena molto. Noi siamo pagati in bibite (altrimenti non saremmo in grado di coprire le spese fisse dei marchigiani e dei veneti), questo mette il trio in una prospettiva molto rock'n'roll! Io e fede vinciamo a calcetto con il verde e il lento (non ci credevo proprio), ma poi di fronte al Barbuto e Rick Astley perdiamo 2 chili e reputazione. Il concerto dei Chewingum (Big Bubble) per me spacca di brutto, le cose che dice il Gran Dandy sono speciali, come le battere elettroniche suonate a mano, ma il formato è talmente Pop (come la sua voce) che qualcuno non coglie e guarda già i compressori di Michele a bordo palco pronti per la successiva scaldata noise del Moro. Fanculo le glicemie ordino un cacciavite alternativo (succo d'arancia+vodka) più un birra e vado sul palco a preparare la battera, la gonna, le cuffiette, le scarpe, la ferramenta...Il locale è super pieno, c è un sacco d'attenzione, aspettativa e amici come il Piccione che non vedo da sempre. E' tutto molto veloce, un pezzo dietro l' altro, sono troppo concentrato, mi emoziono di rado, il biondo dice di non capire un cazzo, Michele ubriaco che si sta divertendo di brutto mentre il moro sul gran finale salva il suo mac dal crollo del mio ride che questo giro non perdona la scheda audio e se la trascina per terra dritta all'inferno! Puzzo, sono sudato, bevo rum e pera per festeggiare il compleanno di Carlotta, mentre mi occupo del catering dei Murphy basato su acqua, whisky e mood volutamente intimista. Al cambio palco ci confessano che non vogliono suonare dopo il nostro show, ma per fortuna la cosa succede ed è molto molto emozionante. Il pubblico si è ridotto, ma ci si conosce a palla e siamo tutti super interessati, l'energia è ottima come la loro performance particolare, sentita, direi molto in chiesa, decisamente! Mentre una tossica gli sputa on stage, io ricambio mostrandole il culo intravedendo un principio di sorriso sulla faccia composta di Fede. La serata è infinita, vengo a sapere che fra 2 settimane incroceremo questi ragazzi nei loro nidi per registrare delle cose assieme, stessa cosa con i Chewing-gum con i quali tralaltro farò le 9 del mattino ad alici, burro, crackers, vino rosso, sigarette, biliardo, nella splendida dimora dell'ormai tailandese, squisito e gentilissimo Davidonzo. > IL MORO E IL QUASI BIONDO (+FLAP)> 04
Gennaio
2009
UNGAWA- Bergantino (Rovigo) > IL MORO E IL QUASI BIONDO (+ Captain Mantell)> 20
Dicembre
2008
cantiere sociale CHIOGGIA LAB. Chioggia (VE)
E siamo alla terza! Attacchi di panico, rincoglionimento o no, ci siamo e siamo pieni di buoni propositi pre natalizi ah ah! Chioggia è una zona che non conosco proprio, nel senso che è una parte del veneziano che non rientra nella mia ipotetica cartina, dunque sono molto curioso. Appena arrivato mi informo al bar della stazione accanto al locale, su eventuali treni (vorrei farmi raggiungere da freaks e cugini veneziani vari) e scopro che ce ne sono due soli al giorno: uno la mattina e uno il pomeriggio tardi. Siamo isolati nel nulla. Il gruppo di supporto durante la cena a base di ottimi, infiniti e squisiti tranci di pizza fuma un sacco, ma come fanno notare i miei colleghi fan, non butta al centro. I tre personaggi chiave della seratasono invece: Rocco fonico tutto fare, Enver armato di bicicletta e Mattia battero blake/e/e/e che biondissimo con quella giacca 70 mi sembra uscito da Cristiania a Copenaghen, awesome! Il posto è microscopico, fuori c'è un umidità e una temperatura da oscar, ma dentro si fuma e si beve al super caldo e questa a casa mia si chiama libertà: zizza! Del concerto ricordo poco, a parte i danni alla strumentazione; nel senso che io sto suonando con lo sgabello del lento perchè non ho i dindi per comprarmene uno nuovo, il biondo si è dimenticato il trasformatore del mixer (come io la felpa) ad Avellino ed infine al Moro non funziona più il suo mixer...Stiamo facendo del nostro meglio e fra superstizione, sfiga, lagune, spritz, gonne con spacco, voglia di raccontare e dire le cose, il Moro è in attivo in cassa già da un pochino e fra poco potremmo pure permetterci di registrare e pagarci in anticipo un nuovo disco fatto tutto di collaboration: ogni pezzo Moro versus un amico, un eroe, uno spacciatore, un'amica, una generazione, un ricordo, un altro come noi tipo: Emotionally confused! Domani siamo con i Flap e si muore dal ridere! > IL MORO E IL QUASI BIONDO (+ Fabio Magistrali duo)> 19
Dicembre
2008
Tana del topo - Jesi ( Ancona )
3 concerti di fila in 3 giorni è chiaro che (se ti piace divertirti ) possono essere un impegno fisico e anche psicologico importante, ma nella squadra del moro si è fatto ben peggio, dunque si va' dritti come dei treni e dentro la piccola macchinetta rossa di Roby siamo alla giornata 2 in viaggio dalla Campania verso le Marche. Il supereroe Spiderman è seduto davanti con il Biondo ed ecco che per un attimo perde i sensi, blatera cose senza senso ai colleghi per poi "riprendersi" e domandare alla squadra: "chi siete? cosa faccio qui?" Sono sobrio, ho le glicemie perfette, ma non sto dormendo un cazzo da settimane e questa specie di attacco di panico domestico (come sottolinea Lore) è un classico allarme che dice una cosa sola: "Matte io mi preoccuperei se non ti succedesse, perché allora vorrebbe dire che sei un alieno...". La location del concerto è molto molto carina, come tutto il team assolutamente disponibile, simpatico e pure completamente coinvolto dall'immaginario musicale e non solo del Moro! Girano torte, prelibatezze fatte in casa, del buon vivo rosso; mentre ascolto il sound check di Fabio Magistrali e compagna, guardo le splendide foto disposte con cura sulle volte di questo circolo misto galleria, valorizzato anche da un illuminazione semplice, ma estremamente efficace! Per fortuna l'aperitivo all'esterno del locale (in molti preferiscono stare fuori) viene giustificato dall'evento e con l'intro del Moro lo stanza si riempie completamente dando un energia alla performance decisamente diversa. Mi ricordo l'esaltazione dei ragazzi al bar, quando prima del finale schizzo a prendere da bere, come il sorriso più tardi di 4 giovani fanciulli che decidono incuriositi di comprare il cd al merchanda; 4 cd per 20€...Colgo l'occasione per ringraziare l'organizzazione per lo splendido ostello + guida notturna e salutare Fabio Magistrali che incrociamo la mattina seguente durante una splendida giornata di sole. > IL MORO E IL QUASI BIONDO> 18
Dicembre
2008
New Revolution - Avellino
Uau che viaggetto...be', inanzitutto inauguriamo questo blog per pochi dicendo subito che la matteite (ovvero il sottoscritto, non l'etichetta) oggi festeggia ben 33 anni e dunque sprizza d'entusiasmo, infoiamento, voglia di festino e chi ne ha più ne metta...La scorsa notte (dopo l'ora delle streghe con le zucche...) ho fatto partire un inevitabile e prolungato brindisi udinese con la gemellina Martina, risultato: no comment...da quello che ricordo il giorno dopo la mia resistenza come navigator dura poco e mi sveglio praticamente ad Avellino... L'assetto è il solito: macchina rossa del biondo, guida lui ad oltranza con il moro in tenuta pseudo filosofeggiante. Alle 9 di sera fuori dal locale chiuso c'è solo una barista nel buio, segue il boss Vincenzo armato di cappello da uomo decisamente importante, l'apertura delle porte e poi, solo dopo, l'arrivo della squadra vera: Oscar, Rosal con L e chiaramente Antonio. In serata poi compariranno i vari fonici e poi amici, bimbe già incrociate negli scorsi passaggi e anche il mitico Luigi, mancano invece il Traverso e Rob Rifrullo. Il concerto è estremamente psichedelico, in certi momenti leggo il progetto con un estetica compleatamente anni 70...come il calcetto e le fanciulle prima dell' esibizione e certi nomi di cocktail on the rocks impronunciabili che ovviamente determineranno il mood della serata. Non ricordo se siamo riusciti a dormire a casa di Antonio, ma al momento caricaggio credo di aver cercato il biondo per un pochino e di averlo localizzato in macchina al freddo...Gonna o non gonna, confuso ma felice, metto a fuoco il sorriso della barista e certe battute geniali di Oscar e Antonio. Hei ragazzi ci si deve assolutamente vedere con Carolina a Febbraio perché ho dimenticato la mia felpa preferita: not for ordinary people! > IL MORO E IL QUASI BIONDO (+ Blacke /e/e/e + Annie Hall +...)> 30
Novembre
2008
INDIPENDULO - (MEI) - Faenza (Ravenna)
La curiosità non è poca. Quest'anno è un doppio lucky strike: Infatti la Matteite records viene invitata per la seconda volta all'INDIPENDULO, questo giro per portare la sua nuova creatura conosciuta come IL MORO E IL QUASI BIONDO. La squadra è abbastanza emozionata e anche forse un attimo in random; il giorno prima, durante le rare ma fondamentali prove all' Edera, c'è prima della tensione fra Roby e il Lore dovuta al volume di una battera elettronica e poi dopo cena (con notevole annaffiata di bibite) mi ritrovo piantato in asso dal biondo per delle motivazioni ancora più discutibili. Questo rende il team nuovamente molto fragile e precario, come di conseguenza pure tutte le logistiche, l'impegno, l'utilità o semplicemente la voglia di ognuno di noi tre di continuare a dire delle cose o avere un ruolo determinante all'interno di questo laboratorio Moro tutt'altro che semplice. Per fortuna siamo ancora umani e il giorno dopo ci resettiamo emotivamente muovendo 2 auto e 2 topine tipo Andrea Rodriguez alla video camera e Irene Stumpo alla macchina fotografica. In loco al Mei dovremmo incontrare il mio collega Pierascador, l'ufficio stampa Barbara Santi, svariate amiche tipo Veronica, Erika, festin...Tutta energia sprecata, non arriva nessuno! Il Mei è sempre uguale e dunque pieno di rockers trendoni che si aggirano per i vari tendoni (mi sembra di essere ad un occupazione al liceo). Incontro con gran piacere Perdo (booker di Carolina in Italia), svariati amici veneti e anche qualcuno con il quale parlo senza ricordarmi nome, faccia, location, anno...Ad un certo punto, quasi smettesse di piovere, arrivano lo zio Giorgio Canalus in compagnia di Vasco della centrale; la sala si riempie drasticamente e scattano due pezzi molto intensi e sentiti, peccato forse solo per il suono improbabile. Tecnicamente la situazione è particolarmente complessa, ma quando ci mettiamo dietro al palco a montare il nostro back line, indossare gonne, bere vino rosso e scroccare sigarette ecco comparire gli Annie hall e così pure il sorriso sul volto agitoso del biondo. Sul palco facciamo una bella figura sia in fase montaggio, sia durante la performance decisamente tight e particolarmente psichedelica. A bordo palco ci sono tutti gli ex Delano, ma soprattutto Egle (ex compagno d' avventure con gli Ulan Bator) che non becco da 2 anni e che con gran piacere mi sta sorridendo sul finale delirante del concerto come dire:" siamo alle solite...". Paolo guarda il biondo o il moro e dice :" finalmente...", Michele ed Enver presentano e premiano la squadra sul palco, c è un buon vibe, specialmente quando apro il banchetto dell'etichetta durante gli splendidi concerti degli Annie hall e dei Blake /e/e/e. Irene e Andrea mi sembrano in piena forma, neppure la mitica cena a base di 9 porzioni di carne, primo secondo, vino, entusiasmo più la sosta a Bologna a casa del buon Carletto Strata le metterà fuori uso. Verso le 6 del mattino il biondo mette la freccia in Via del bon e mi sento fortunato e assolutamente debitore nei confronti di questo driver da oscar. E anche questa è fatta! |