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> IL MORO E IL QUASI BIONDO (+ Matteo Castellano)

> 10 Maggio 2009
GAIOMERIGGIO / pescheria del foro annonario - Senigallia
Se ci siamo o non ci siamo è quasi la stessa cosa, l'importante è arrivare a destinazione. E' passato più di un mese da quando è finito il difficile tour di Honeychild Coleman in accoppiata con il moro e dopo la mia fuga vikinghia in cerca di analisti, lavoro, amore, ma soprattutto relax, si è finalmente ripassato tutto il sabato pomeriggio a provare il set per il concerto del Moro di domani al Foro Annonario di Senigallia. Roby e Lore sono sereni, certo anche loro senza dindi e in cerca di soluzioni economiche nel domestico quieto vivere, ma decisamente positivi e con un'energia e un senso dell' umorismo obiettivamente superiore rispetto ai  canoni stravolti (come il mio) dallo prolungata convivenza in un furgone chiamato rock n roll! Le mie ore di sonno negli ultimi 5 giorni post voli e treni tipo Billund Bergamo, Bergamo Torino, Torino Udine con annesso e ovvio festino di rientro fino all'alba con Pierascador, mia sorella gemella Martina, Matteone e Teresa, sono ridicole per non dire nulle. Ma ora è domenica e sono le 10 del mattino; In stazione a Codroipo entro nella gloriosa punto rossa del biondo appena riassestata post botto dall' artista e amico Michele Bazzana, e muoio nella mono cuccia perfettamente ricreata fra tutto il back line nella parte posteriore del mitico e unico mezzo disponibile. All'altezza di Mestre, durante una pausa vescica in autogrill, lacrimo rischiando di svenire per terra per un tipico attacco ipoglicemico, pago in cassa per un ciccolatino e dell'acqua gassata ed esco carico di birre e coca cole. Continuo a dormire; quando dopo 4 ore mi sveglio stra felice e in piena forma sento giusto il Biondo al bar della stazione di Senigallia rassicurarci tipo: ho detto che saremmo arrivati alle 3 e ora sono le 3! Gli amici e organizzatori del Marinaio Gaio della cricca dei Chewingum e Dadamatto sono decisamente rilassati, ma anche in bieco ritardo come al loro solito ih! ih! Dopo arrivi a rate, vari trasporti di impianti e strumenti sia a piedi che in macchina, passando per il Gratis (l'altro locale ed head quarter della crew e del gentile Matteo "Beck") riusciamo finalmente a fumarci una sigaretta tutti assieme nell'emozionante location del gig apertivo della domenica: il Foro Annonario. E' la sede del mercato del pesce, in perfetto stile epico romano con colonnoni immensi, piccioni, topi, tavoli in marmo, damigiana da 5 di vino rosso, resa Funky dal talentuoso e dolcissimo cantautore bohemien rossissimo di Torino Matteo Castellano, rimasto sotto con gli anni 60, 2 o 3 o massimo 4 bimbe della compagnia, ma soprattutto loro: la squadra degli unici e spassosissimi senigalliesi. Siamo in pochi, ma buoni; alterniamo al vino e alla birra dei tranci di pizza squisita e quando tocca a noi l'energia è speciale. La battera rigorasamente inchiodata è l'unica su un palchetto di legno montato per l' occasione, il mio monitor spacca di brutto e grazie ai soliti segnali via cuffia del moro modello tom tom arrivo felice alla fine del gig gustandomi la simmetria epica delle arcate del soffito e domandando magicamente ad 1 vigile (chiamato inevitabilmente dai ristoranti vicini per il delirio sonoro) di passarmi del vino rosso...Ma il bello deve arrivare durante la cena di pesce seduto vicino a cartone, il big bubble drummer, Rick Astley e Massi; quando Matteo Torinese scompare con una fanciulla in pieno assetto tempo delle mele, quando i racconti delle vecchie avventure passate degenerano come le mie amnesie, X Factor, le bibite e la voglia di proseguire nel bar di Elisa a giocare a biliardino e dimenticare le chiavi della macchina dentro l'auto chiaramente chiusa. L'importante è non farsi male, trovare la pazienza di capire, lasciarsi andare ed emozionarsi perchè si ha ancora qualcosa da dire e trovare un meccanico il lunedi (dopo 9 rarrissime comode ore di sonno) che per 30€ senza danni ti riapre la portiera dell'auto con dei cuscinetti gonfiabili, un ferro e un perno, rimettendoti con il sorriso dritto sulla via della furlania alle 4 del pomeriggio! yep!

> HONEYCHILD COLEMAN (+ il moro e il quasi biondo)

> 14 Marzo 2009
PEOPLE  -San Damaso (MO)
E’ la fine di qualcosa o l’inizio di un altro viaggio o il momento in cui la psicanalisi potrebbe essere tipo la luce alla Blues Brothers? Per fortuna non è nulla di tutto questo! Il Pierascador non è dei nostri perché ha un gran casino pratico sul lavoro (niente di così etereo) dunque siamo senza basso, gli altri arrivano scusandosi per il ritardo, mentre Stefanino lo trovo impeccabile e riposato come al solito. Ci fermiamo a Casarsa in Stazione e compriamo un biglietto del treno Bologna/Parigi per Honey relativamente costoso, ma drasticamente più conveniente rispetto ad un volo last minute. Salto il viaggio per Modena e dunque arriviamo subito alle parti piacevoli. Il locale è immenso e molto anni 80, il fonico unico responsabile tecnico Beppe è il sosia di Vasco (o perlomeno ci assomiglia molto, spero per lui sia un complimento). Fuori dal Club una Chitarra immensa illuminata modello hard rock caffè, ma decisamente più grande. Ad accoglierci il titolare Max, che dice...:" prima di smontare andate in camerino che c’è una merenda tipo dei panini e delle birre!!". E’ obiettivamente il catering più generoso e professional del tour, una vera zizza! Segue un orgia di frutta, mortazza, prosciutto, insomma uno spettacolo! Al sound check tutto bene, proviamo svariati set con Carolina con un suono di chitarre immenso fuori per giustificare la mancanza del basso e ci accorgiamo che la baracca sta in piedi benissimo, molto white stripe, chitarra, voce e batteria, oro! La cena è un inno al fatto di voler far star bene un ospite. Ordiniamo pesce e vino a volontà, sentendoci finalmente di nuovo fortunati. Al locale continuiamo a bere e quando è il momento del moro facciamo il nostro set di fronte ad una sala immensa completamente vuota a parte qualche outsider addirittura interessato al concerto. Al momento di Honey il mac s’inpalla, proviamo a riavviarlo, ma nisba...ce ne sbattiamo e partiamo senza biondo, veramente guerrieri, tipo chitarra voce e battera. A metà del pezzo entrano di botta una cosa come 300 persone che si accomodano sulla destra della sala incominciando immediatamente ad insultare la “sfortunata” cantante di colore e il batterista “sfigato” in boxer...ih ih! Non c è problema, finito il 2 brano arriva il nostro amico fonico e ci dice che è l’una e che dunque ci si deve fermare per dare spazio al dj! Non ci possiamo credere, vendiamo 2 cd a due fanciulle dispiaciute per la stitichezza del concerto! Ci ricoprono di biglietti per bere, imbrattiamo come tutti i gruppi con un pennarello nero le pareti del camerino e ci buttiamo a ballare in una pista carica di 500 persone. A nessuno interessa un concerto, la gente in un contesto del genere ha solo voglia di andare a figa, fare a botte ballando come alibi dei brani che un dj suona guarda caso solo per i primi 30 secondi. Quando arriva Max mi consegna i soldi pattuiti dicendomi di non provare a presentarci senza bassista la prossima volta (cosa ha capito lui del set poi ? Tralatro stava in piedi ancora meglio senza basso forse...) e di smontare in 5 minuti tutto il palco e di andarsene. A questo avvertimento discutibile seguono una serie di richiami serrati da parte di un paio di buttafuori pieni di ragnatele ...mi innervosisco, probabilmente ho alzato troppo il gomito, ritorno dal titolare e gli consiglio di stare attento...Che serata delirante. L'albergo era da Oscar, come tutte le cazzate che continuo a scrivere su questi blog, forse è ora di prendere un break invece di fare uscire dischi uno dietro l’altro...un abbraccio a tutti quelli che riescono ancora (e non) a starmi vicino, grazie il ragno.




> HONEYCHILD COLEMAN (+ il moro e il quasi biondo)

> 13 Marzo 2009
ZION ROCK CLUB - Conegliano (TV)
Siamo alla penultima, la 12° per la precisione. Mangiamo al locale da Eros, serviti da una nuova fanciulla ancora più carina, e in fretta e furia carichiamo il buon Stefanino in furgone. Il tom tom di Ale Edera non ci molla, ma consiglia di andare per le alte triestine...lo chiudiamo e decidiamo di fare a meno. Lo Zion è un circolo Arci mega gigante, ci conosciamo tutti, alle luci c ‘è il Bruno in assetto Pink floyd affiancato dal buon G8, in console c'è Checco scortato in ufficio da altri 2 che incontrerò solo a fine serata al momento dei conti. Tecnicamente impeccabile, veramente degli ascolti come si deve e anche fuori durante il concerto del gruppo che apre la serata sento una botta di basse notevoli. Dopo un tour a sognare Pizza, adesso siamo alla 3° data di fila e il buon Stefanino necessita un brodino, un sano sciacqua budella, prima dello stoppo decisivo. La grappa e il jack Daniels non sono ancora finite, come le caraffe di birra che a richiesta non mancano mai. Durante il concerto preciso del moro, ma molto freddo per i nostri rapporti umani ormai alle strette, noto il Pierascador in compagnia della sua dolce metà Mary (che è appena arrivata da Siena) posizionati in mezzo ad un pubblico abbastanza folto. Non sarà la stessa cosa durante il set di Honey, dove per i primi 2 brani ci illudiamo pure che la gente debba rientrare dalla pausa sigaretta. Stefanino è una macchina da guerra, ha un modo completamente diverso di interpretare le canzoni di Honey rispetto al buon Ru, ma in entrambi i casi funzionano, dando un energia alla roba determinante, decisamente originale, lo guardo saltare con il berrettino da marinaretto trovato al Fanfulla, ripenso ad entrambi e non posso far altro che sentirmi fortunato. Ma è sempre così, poco dopo sono anche in ufficio dove i ragazzi del locale mortificati mi pagano 220€ di meno e io mi sento mona, disarmato, decisamente a corto di energie e carattere, come durante un successivo litigio fra palco e furgone con il buon Biondo. This is the bottom line!

> HONEYCHILD COLEMAN (+ il moro e il quasi biondo)

> 12 Marzo 2009
JUICE - Trieste
Di questo viaggio non mi ricordo un piffero, ma neppure di una buona parte della serata. Avere il diabete e dover stare dietro ai pochi zuccheri (dette anche ipoglicemie) non è una passeggiata, ed anche se sono stato educato particolarmente bene, ogni tanto sotto stress arriva la botta e quella che non perdona di solito ti fa perdere coscienza...Entriamo al Juice, chiedo 2 coca cole ad Eros e poi non ricordo più...so che mi sono svegliato con una pizza in bocca e quando poco dopo sono alla battera gira pure voce che sorpreso mi lamento per i jeans con le ali da tamarro che indosso da 10 giorni! Il resto è un piccolo disastro, a partire da un doppio concerto discutibile, risse fuori dal locale, un sacco di amici che mi guardano ormai cosciente da ore come se fossi un mezzo freak, una Veronica allegra, ma non quanto un'Irene collegata con Telecapodistria, un cugino Tony pluriavvertito che manca all’appello tanto per cambiare, dimenticarsi, post bisogni in un bagno pubblico, di togliere un insolito tappo di plastica... I lati buoni sono Eros in piena che suona Dailit e compra tutta la discografia della matteite offrendo infiniti giri di grappe alla newyorkese, una ragazza bionda molto carina (che scopro essere la sua fiamma), collassare al nido sotto tetto di Eros a 5 minuti a piedi, avere il furgone carico, sapere di potersi svegliare per la prima volta dopo 4 giorni dopo pranzo, imbattersi per la prima volta in un cesso bidè, docciarsi, sapere di essere ormai alla fine di un tour, avere ancora la forza di scacciare la malinconia che di solito arriva puntuale dopo una brutta discussione, non sentirsi in debito o meglio essere coscienti di aver fatto il massimo, crederci almeno in parte.


> HONEYCHILD COLEMAN (+ il moro e il quasi biondo)

> 11 Marzo 2009
FANFULLA  - Roma
Si deve fare un Roma/ Torino! Le previsioni sulla media di tutti quelli interpellati fra amici, scoppiati, tom tom, driver, è che 8/10 ore non ce le toglie nessuno per il problema del traffico del grande raccordo anulare. Io e Andrea ci svegliamo dalla Santi, che getta il colpo e decide di rimanersene a letto invece di scendere a Roma come deciso. Zompiamo in un Taxi e andiamo al locale dove arrivano leggermente in ritardo il Moro e il Biondo in furgone post la casa degli Adams, e Honey sempre in taxi pagato dal buon Marione. Una volta carichi il Pierascador è alla guida, Matteite nello shot gun davanti per tenergli compagnia (date le pochissime ore di sonno) e gli altri 2 futuri driver giustamente a dormire in seconda fila. Partono dei lunghi discorsi con Andrea anche molto interessanti e sereni finché dopo 4 ore (ormai in Toscana), il moro si sveglia infastidito lamentandosi per la guida oscillosa del Pierascador... da questo momento il mio rapporto e soprattutto voglia di suonare con il Moro non sarà più lo stessa e nei giorni a seguire purtroppo neppure con il Biondo. A Roma arriviamo in ritardo, ma facciamo in tempo a fare un set intero con Stefanino che ci sta già aspettando al locale con Andrea Fanfulla da ore. Mangiamo bene, beviamo, cerchiamo di rilassarci fino al momento del concerto che coordinato da un fonico super gentile e professional, si sviluppa in un locale stra pieno, entusiasta, preparato, privo però dei 20 guest recuperati dall’ufficio stampa. Non mancano gli amici: dalla ragazza di Matteone con amica, al Dan con la Ruggero, dal giro di Avellino a quello dei Chewingum...però, incredibile ma vero, non giochiamo mai a calcetto. Honey recupera un suo amico musicante yankee Greg, si dimentica di fare merchanda e scappa nuovamente via in Taxi, il Pierascador è distrutto e schizza a dormire con il padrone di un bad and breakfast offerto dal Fanfulla, i mori si appoggiano a casa dei Chewingum a 10 minuti a registrare, rimaniamo io e il fresco Stefanino che, incastrati al locale (come deciso), ci facciamo prendere da una mitica e splendida discussione da 6 del mattino con il dolcissimo Andrea.

> HONEYCHILD COLEMAN (+ il moro e il quasi biondo)

> 10 Marzo 2009
UNITED CLUB -Torino
Dopo una nottata a sudare con le allucinazioni da febbre, in realtà mi sveglio bene, mi sparo un altra Tachipirina incrociata con un super e squisito pranzo della Santi modello Natale e siamo pronti per raggiungere lo United a 20 minuti di macchina. Per strada un tossico ci chiede a un semaforo 5€ per fare benzina, dicendo che ha la macchina ferma lì vicino, scoppiamo a ridere constatando che nelle nostra piccole cittadine friulane dei fenomeni, o meglio delle balle del genere, sono ancora off limits! Al locale ci aspettano già tutti e anche se loro sono arrivati da Milano, il Biondo ha già fatto in tempo a montarmi la battera sottolineando che 1 giorno dovrò spiegargli come montare l’ asta tripla con tom, lamiera, piatto perché (a detta di lui) ci vuole una laurea per risolverla ih ih! Sul palco e fuori si sente molto bene, schizziamo a cena con lo Spesso e la vecchia squadra dell’El Paso aprendo bottiglie di Champagne a sciabolate gentilmente offerte da un signore toscano una volta scoperto che è il compleanno della dolce Carolina. Ma le sorprese non sono finite: arrivano, oltre alla fungola, i Margaret al completo, l’ex moro e quasi biondo Marione, una fanciulla di Pinerolo, anche i siciliani Postal ed Eli scortati da un loro amico spilungone molto simpatico. I concerti filano bene, anche Orange (un pezzo dub francesino del disco che regolarmente sbagliamo) per l’ultimo concerto con Ru viene finalmente a modino. In camerino post gig cerchiamo di non trasformarlo in un area fumatori, ma siamo in molti e nella confusione il Biondo in buona fede mi dice che il responsabile della data è dovuto ritornare a casetta consegnandogli al volo un cachet di 35€ di entrate (locale abb. pieno). Vado nel panico, per la mancanza di professionalità, ma soprattutto di comunicazione con il sottoscritto. Dopo smontaggi, tensioni e incazzature varie, finalmente uno dei ragazzi della squadra mi spiega che come pattuito loro si sono dovuti tenere 70€ per il loro fonico (a quel punto avremmo potuto recuperarne uno noi a gratis) e questo è il resto delle entrate a 5€..., per fortuna che tutti i nostri amici hanno pagato l’entrata, grazie animali, Ru and Happy Birthday Honey!

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> 09 Marzo 2009
LA CASA 139 - Milano
Una merda? Anche due...data importante quanto difficile, siamo a Milano di lunedì, il biglietto costa 7€ più 15 banane di tessera arci, totale 22€. Barbara è dei nostri affiancata da Ugo (che non perde occasione per aiutarci sul palco da buon addetto ai lavori) e tutta una serie di guest della scena milanese ai quali purtroppo non riesco ad essere presentato per la febbre deragliante. Post check, a dire il vero interessante, collasso sul divanetto pieno di tachipirina e salto la cena. Durante il concerto del moro (nella media) sudo come un matto, cerco di arrivare almeno fino alla fine senza dimenticarmi il mio nome. Il Gig di Carolina è decisamente più complesso, passiamo svariate canzoni con dei volumi nei monitor completamente sballati e diversi rispetto al sound check...forse siamo stanchi, forse siamo demoralizzati per il pubblico inesistente, qualcuno spara un po’ di cifre su dei buchi recenti di altre band alla casa decisamente più famose, ma non basta, smontiamo imbruttiti e velocemente perché la Matteite, Andrea e Carolina dormono dalla Santi a Torino. Per fortuna che al momento del tetris ci sono il buon Kuntz e lo splendido Gatto ad aiutarci; dio se mi mancano, più ci parlo e più rido ancora con gli svarioni e più penso a quanto sarebbe salutare, costruttivo, emozionante incrociarsi più spesso. Una volta a Torino scopro di avere 39.2 di febbre, tremo a tal punto che sulle scale sotto casa della Santi ho un mezzo collasso, ricordo solo la faccia di Andrea estremamente preoccupato che concentratissimo cerca di rendersi utile.

> HONEYCHILD COLEMAN (+ il moro e il quasi biondo)

> 08 Marzo 2009
STRANAMORE - Pinerolo (TO)
OK questa è la prima data di 3 di fila dove il nostro cachet è determinato dalle entrate. Siamo nella terra di Ru che (oltre ad aver chiuso la data) ha invitato Andrea ed Enrico a gestire i suoni. Ieri sera (tanto per cambiare) ho perso il cellulare come un babbeo mentre il Pierascador l'ha semplicemente disintegrato in collaboration con il biondo: in pratica non siamo aggiungibili...L'arci Stranamore ha una cantina a volte in mattoni adibita a sala concerto che ricorda di brutto il No fun a Udine, più un primo piano ristorante ruspante e piacevole quanto la cena deliziosa e abbondante post sound check modello Mao Mao di 3 ore e mezzo. Durante un caffè e grappa da cinebrivido per il mio stomaco, scopro che tutta la gente seduta a tavola nella sala ha pagato il biglietto; cerco di spiegarlo eccitato al moro e al biondo dietro al palco, ma scopro che hanno appena litigato e questo determinerà tutto il mood tristone del concerto; neppure i miei sorrisi sudati e improbabili smuoveranno l’espressione modello Joy Division pessimista del biondo. Il rimbombo nella sala è mega gigante, ma il pubblico che si avvicina al palco aumenta con il passare dei brani, attutendo riverberi, applaudendo incuriosito ad uno show del moro corretto, ma ribadisco particolarmente freddo. Per fortuna siamo praticamente nel salotto a Pinerolo da Ruggero e quando è il turno di Honey, l‘entusiasmo in sala esplode contraccambiato da uno show della squadra ogni tanto impreciso, ma decisamente mozionante; tutti hanno voglia di far fare bella figura in casa del fratello Unite. Segue una vera Zizza fino ad ore stra mega piccole ai piani superiori caratterizzata da un acquisto importante di cd di Honey e del moro al merchanda, un cachet inaspettato con il quale (oltre a pagare i fonici amici di Ru) ci permettiamo anche due pasti in ristorante per tutta la baracca post un risveglio nella casa/ super studio di registrazione di Ruggero circondata da delle montagne assolate decisamente importanti.

> HONEYCHILD COLEMAN (+ il moro e il quasi biondo)

> 07 Marzo 2009
ARTERIA - Bologna
Uau un altra bella giornata caratterizzata nuovamente da un sole pazzesco; è sabato pomeriggio, in mezzo al traffico in macchina con il Topo, incrociamo sulla via per Monselice pure una decina di galli in libertà. Sul treno incontro il battero Father Murphy scortato dalla compagna e da un ragazzo che si rivela uno dei disegnatori delle sorprese degli ovetti kinder. Il circolo arci è sotto le 2 torri a Bologna, per fortuna oggi gli altri possono comunque accedere con il furgone alla zona a super traffico limitato. Il fonico è pieno di paranoie sul nostro volume, passiamo ore ad assecondarlo, cambiando disposizioni sul palco, ascoltando tutte le sue imposizioni spesso eccessive; grazie Ru per la pazienza, il prossimo tour investiremo i pochi posti in furgone per un fonico e un driver. Al sound check, oltre al nostro booker Perdo, arrivano a sorpresa Enrico con amica, mentre al concerto incrocio dopo un sazio concerto del moro, sia Shirley Temple con Lisi Bisi che la mia dolce cuginetta Caterina. L’Arteria al momento di Honey è piena di gente; un pubblico super figo, concentrato, assolutamente entusiasta, decisamente uno dei migliori dall’inizio di questa maratona di live. Finito lo show dobbiamo smontare tutto in 10 minuti per lasciar spazio alla console di Perdo e un altro collega dj occhialuto extra bravo quanto simpatico. Mimmo e Katia del locale sono veramente disponibili: dopo una cena contenuta, ma molto stilosa (durante la quale Honey rimarrà chiusa per sbaglio dentro al camerino...) non si risparmiano in bibite (barattate anche con 1 cd) che consumiamo fra il banchetto merchandising all’entrata e le scale dell’uscita di sicurezza stra colme di tabagisti, fanciulle e fan post gig molto affettuosi e generosi. Quando è ora del trasloco del back line di nuovo in piena discoteca full of freaks agitosi (analogo a quello di Padova), questo giro Mimmo svuota le scale e si piazza alla porta rendendo il lavoro a me e il Pierascador decisamente più facile, mitico! Ok siamo pronti per l’albergo mega gigante, una sana dormita anche se le ore a disposizione sono quelle che sono perché alle 10 dobbiamo schizzare per Pinerolo.

> HONEYCHILD COLEMAN

> 06 Marzo 2009
FISHMARKET - Padova
Finalmente si è dormito, credo...è l’ora di pranzo, sole (giornata da urlo), centro di Firenze; salutiamo Veronica in mezzo al traffico e saltiamo in furgone pronti per il non c’è 2 senza 3...Destinazione Fishmarket Padova. Siamo puntuali, al sound check incontriamo la dolce Maria (collega di Perdo Booker con camicia di Jimmy Page e responsabile per la data) coordinata con il boss udinese del locale Giorgio, che racconta di avermi visto  per la prima volta con la battera a 16 anni con i Jitterbugs. Si prevede un sacco di gente perché il locale di default ha una clientela di universitari che post gig riempiono il locale per ballare, bere, insomma fare tutto tranne che cagare il concerto. Il suono sul palco è super Dailit. Siamo in largo anticipo anche alla cena, che avviene in un ristorante obiettivamente molto carino e stiloso convenzionato con il Fishmarket. Essere affamati è una costante quando si allena lo stomaco a digerire in loop, la cena è buonissima quanto le bottiglie di Muller Turgau, il chianti e il Prosecco che (a detta del moro) è buono e torbido come un moscato fior d’arancia, peccato l’abbia rovesciato dopo due sorsi, che sfiga. Cincischiamo, ma il mood a tavola e poi in furgone sotto l'albergo, in ritardo bieco per il concerto, ci rende così invincibili, eccitati, sereni, che non possiamo fare altro che sorridere sul palco alla tour manager sorpresi dal folto pubblico. Alice, Cesca e Maria sono della squadra, mancano invece da Montagnana i fratelli Arzenton incastrati per l’inperdibile compleanno del Lupo. La performance è buona, direi una delle migliori, come il suono sul palco, le svariate birete, l’accoglienza delle bariste, l’attegiamento positivo di tutti, tranne dei freaks che al momento dello sbaraccamento del palco a discoteca piena, continuano a ballarci fra le palle on stage, provando, insultando, mettendo in discussione la mia pazienza, ma soprattutto le mie bibite in corpo...Compilo il borderau, carichiamo in strada, saluto il resto della squadra ringraziando Giorgio e Mauro per la splendida giornata e schizzo dal Pino a Montagnana.
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