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> Il Cane

> 30 Aprile 2010
Circolo Acli - Candelara (PU)
La storia di questa data è una barzelletta, sono quelle cose che ti fanno sentire mona dentro, fuori vivo ma demente. Chiara mi passa il numero della Cira (locale della zona) dicendomi di parlare con Marco il titolare (stra-alla mano e stra-simpatico). Si contratta. Quando la data è chiusa via telefono e gli chiedo l'amicizia sullo space e facebook per i dettagli finali, Marco mi risponde al volo dicendomi di non aver mai chiuso una data per Il Cane per quel giorno, nel quale tra l'altro sono chiusi. Non si capisce pìù un cazzo, per un attimo penso di avere a che fare con uno schizofrenico e di essermi fottuto l'ultimo neurone in corso. La dolce verità: si ha sempre avuto il numero di un altro locale (Circolo Acli Candelara), si è sempre parlato con Marco - che guarda caso si chiama Marco come il gestore dell altro locale. Il misunderstanding è clamoroso, come la location e la gentilezza dei ragazzi di Candelara. Per fortuna Simone è fonico (non smetterò mai di ringraziarlo). La sala da festino modello Tempo della mele - come la playlist preparata appositamente da Chiara per l'occasione - è immensa, i microfoni sono pochi, cerchiamo di giocare con i volumi, per un attimo pensiamo di fare addirittura il concerto sul palco, o meglio di invitare il pubblico a salire direttamente sul palco immenso. Chiara ha invitato degli amici pesaresi molto fighi come Laura, Giuditta e Silvia. A quelli si sommano Il Carta con donna, Massi del Gratis, Giorgia e chiaramente Emi, che adesso che sto scrivendo in direzione Torino mi russa accanto ancora puzzolente di Sambuca dal giorno prima. Marco è corretto, si lamenta dei caproni che girano nel suo bar, che non riesce a educare a un concerto nemmeno con la luce della croce. Mi paga quanto pattuito. Compilo il Borderò, mi faccio lasciare delle birre giganti e mi preparo per la discesa dei freaks in un bar pub violentissimo dove Giorgia e Emiliano daranno il meglio di loro, annaffiando i loro discorsi con tequila, limone, limoni, sambuca, cazzi nei bicchieri, topas mancate, pompini forse... non so, sperin ben, il festino è stato rimandato.

> Il Cane

> 29 Aprile 2010
Fanfulla - Roma 
Siamo tardi, ma anche no. Il Fanfulla è terra di nessuno, gli orari hanno senso finchè la vodka non superato il limite, un po’ come il balcone immenso della dolcissima e generosa barista. Andrea ci lascia nelle mani del fonico sosia di Postal Market. Fatto il check e curata l'estetica sul palco, siamo già in fase pre-pizza, incastrati al calcetto in compagnia di Chiara ed Emi. Il random degli orari non si può applicare all'inizio del concerto che tassativo deve finire entro la mezzanotte, altrimenti si rischia la rivolta del quartiere. Alle 23.15 siamo pochi ma buoni, verso la fine del gig chiaramente siamo molti di pìù, ma Rosal (compagna nel video girato sempre al Fanfulla) e tutto il giro di Sporco Impossibile arrivano in ritardo dopo aver assistito al concerto di Dente. La voglia di sfasciarsi cresce proporzionata alla generosità di Andrea e soprattutto della vera rockstar della serata, appunto, la ragazza delle bibite al bancone. Quando il bar è chiuso per fortuna evito di portare venti persone a casa di Emi e ci incastriamo in una piazzola nelle vicininanze del Fanfulla. Siamo palesemente ubriachi, una delle sorprese più belle della giornata è decisamente la discesa dell'unno cartofilo (bassista dei Chewingum) che con Chiara ed Emiliano riuscirà a tenere a bada una Matteite decisamente incontrollabile... Jesus Christ che alba! Che fame! Che stanchezza!

> Il Cane

> 28 Aprile 2010
La Centrale - Pisa
Siamo in 3 sul treno, ma sul palco ancora in due, solo io e Simone. Il Pierascador ci verrà a prelevare domani mattina all'agriturismo, direzione Roma. Dopo il festone di ieri sera, partiamo con la panza piena e un'ulteriore annaffiata di vino rosso recuperato dal pakistano di Via dell'agnolo (4 bottiglie per 10 euro). In treno l'aria condizionata spacca di brutto, come il giornalaio della stazione dei treni di Pisa, che si rifiuta di cambiarmi 70 euro in monetine della sera prima. Alberto Centrale, come al solito, è molto gentile, ci preleva in stazione con il suo volkswagen "Ciao Cream" e ci avverte che i Seed and Feed di Lorenzo hanno deciso all'ultimo momento di non suonare. Questo è un piccolo inconveniente, perchè la scorsa volta una buona fetta del pubblico erano proprio loro assieme a tutta la squadra di Viareggio... La cena è una bombetta a base di lasagne squisite e birra, come il sound check preciso gestito dal fonico Flavio, che purtroppo a un certo punto (a sala vuota) decide di lasciarci per far risparmiare la sua paga ai ragazzi del locale. Non c'è nessuno, a parte tre ragazze giovani e simpatiche alle quali a fine concerto riuscirò pure a vendere tre cd del cane! Poco prima di iniziare rivediamo il cachet con Alberto, che in principio consiglia di non suonare, poi capisce che la voglia di esibirsi và al di là dei soldi e per fortuna si ricrea un atmosfera “intima” ma positiva. Michele dell'agriturismo è stragentile e viene pure lui incontro a La centrale buttando al centro l'alloggio gratis. Mentre a letto mi accorgo di essere in ipoglicemia, ecco che rivedo il concerto in due, constatandone l'efficacia, nella sua totale semplicità. Sono sereno, ascolto i pezzi nuovi del Cane con le cuffiette da due euro del Settimo. Simo e Chiara dormono e russano. Non vedo l'ora di raggiungerli e ampliare il coro alpino. Rock 'n roll!

> Il Cane

> 27 Aprile 2010
Festa Privata - Firenze
Di indole un cane del genere se ti attacca ti spacca una gamba, ma non è cattiva, è semplicemente scioccata da i primi due anni della sua vita... Siamo a casa di Gerardo Gendarme, 200 metri da casa di Veronica, artefice con la Matteite di questo festino fiorentino prima della data di mercoledi a La centrale di Pisa. L'idea è che i vari amici dei Malvachimica e di Veronica mettano 3-5 euro per il gig e che in più portino da bere. Alle quattro del pomeriggio io Simone, Veronica, Walter Pelù, Pinky (il pitbull scioccato) e una tipa mezza nuda collassata dall'alba prima sul divano del nido, approfittiamo per svuotare il salotto e aiutare un altro ricciolo a traslocare in un apartamento moquettato a 50 metri in Via delle Badesse. Per le 17 la casa è pronta, come il sound check per il gig in elettrico. Giorgia pesarese arriva con del vino e Walter con delle Moretti dalla Coop. Non sappiamo bene che fare, aspettiamo come dei cani l’arrivo dei freaks. Attorno alle 10 la location è piena di folli ubriachi. I Malvachimica fanno il loro timido concerto in acustico, e a quel punto incominciamo a tarare le basi e i volumi del tutto. Dopo pochi pezzi del cane la sala è ancora più piena, si affaccia pure la vicina di casa spaventata dal volume mostruoso, invitata poi da Veronica nell'ufficio di Fonzie (il cesso) per chiarire le dinamiche del festino in corso. Il concerto è emozionante, l'intimità della situazione, incrociata con l'energia dei presenti crea una sinergia esplosiva notevole. Sparo cazzate al microfono guardando negli occhi Chiara, Anna Sofie, Lorenzo Napoli e Veronica che canta i brani uno dietro l'altro. Appena finisce la scalettta ne scatta una seconda, la gente chiede Mercoledi, Nero, Dune, si ricordano i titoli delle canzoni e questo mi emoziona, come la voglia di dire le cose, di stare assieme, di mettersi in discussione, organizzando qualcosa di inusuale. Alexander, organizzatore della data al Porto di Mare del 15 maggio, è entusiasta, e mi sembra particolarmente divertito dalla situazione, come altri svariati matti decisamente più off the map, ma comunque divertenti. Alle 5 del mattino (Gerardo) padrone del nido in trasferta nella cucina di Giorgia, assaggiando un aglio e olio e peperoncino piccantissima, spara: ”Beh, questo è il minimo del piccante...". Il Matteino quasi sviene, non riesco a chiudere la bocca ustionata, non riesco a ridere, ma sono felice come una pasqua.

> Il Cane

> 24 Aprile 2010
Shelter - Sequals (PN)
Siamo puntuali, dopo essere passati per Udine a prelevare la battera , siamo di fronte allo Shelter, in mezzo alla campagna sperduta, a fare conoscenza con i ragazzi dell'impianto. Il sound check fila liscio, cerchiamo di spiegargli la necessità di trovare un equilibrio tra le basi e il resto degli  strumenti e a quel punto siamo pronti per la cena. Anche questo giro scattano incomprensioni, Richard sosteneva ai tempi di avere una "cucina" e quando è il momento di mangiare, il nostro casca dalle nuvole. Per fortuna scatta il buon senso e ci mandano in una pizzeria in paese. Alla cena, oltre ai ragazzi del service e il buon Caio Swaighel, arrivano anche la gemella Martina scortata da Alice, Silvia, Carlo e Marco. Dopo svariate caraffe di vino, decidiamo di affrontare il locale. Bevo a collo un "cacciavite" con aggiunta di vodka e doppia cannuccia con Marty e siamo operativi. Sul palco le basi sono basse, la mia voce è rauca, ma il pubblico è decisamente caldo, soprattutto grazie alla splendida sorpresa di Manuel "Il Fabbro" accompagnato da Fierch, Mario e altri freaks molto simpatici. La serata prosegue con la discoteca modello Velvet, decisamente anni 90, decisamente old school! Passiamo in mezzo al locale pieno con il backline e quando è il momento di farsi pagare Richard è decisamente corretto e caccia quanto pattuito. Sarei rimasto a festeggiare con Claudio (che non vedo mai), ma la truppa, dopo questi 4 giorni intensi, si divide fra Udine e Pordenone per due soli giorni off, prima di altre 6 date di fila in giro per la penisola. Sono felice, il Cane in tre con Simone ai tamburi, è decisamente più stabile, anche a livello umano e professionale, c'è una certa esperienza di fondo che ci permette di affrontare imprevisti logistici e menate di ogni genere con un controllo efficace e decisamente più sereno. Mentre penso al nuovo disco già scritto e al lavoro per le riprese che mi prende nei buchi di questi concerti, mi rendo conto di aver ancora voglia di dire delle cose, giocare, scrivere frasi sui pacchetti di cicche, come questo blog in stazione a Casarsa, dopo aver recuperato i cd dalla Tempesta e aver incrociato Cala, Mortazza, Nina e Roberto di ritorno da un avventura decisamente analoga.

> Il Cane

> 23 Aprile 2010
Lostaria - Asolo (Tv) 
Il risveglio a rate "aiuta" il mio sistema nervoso. Antonio si dimentica di un appuntamento e verso le 10 del mattino il campanello della splendida dimora incomincia a suonare. So di aver aperto la porta e di avere anche riconosciuto qualche amico, ma per fortuna, modello sonnambulo, riesco a ributtarmi sul divano con un torcicollo da Oscar. Quando è l'una siamo operativi. Risveglio con pennette, cipolla, zucchine, capperi, vino e birra e siamo di nuovo on the road. Il tom tom di simo è così figo che grazie ad un softwerino ci indica dove sono localizzati fuori dall'autostrada i vari indispensabili distributori di metano. I cachet di questo tour, come per la buona parte delle band indie al primo disco, sono imbarazzanti. Diciamo dei rimborsi spese che spesso creano dinamiche con i gestori dei locali da guerra dei poveri. Il risparmio sul cibo, sulle cene, il fatto di poter dormire in case amiche, spesso ci permette di dormire quattro ore in più e di risparmiarci squallidi e noiosi pranzi in autogrill! Al locale troviamo solo Andrea, battero dei Normal Insane, e in pratica organizzatore della data. Il resto della band sono dei "fioi" simpatici che appena arrivano al locale incominciano a riempirsi di birre da mezzo, probabilmente perchè (a differenza del previsto) né noi né loro siamo compresi nella cena pugliese da 25€ a capa che si svolge nel salone accanto. La pasta è buona, dopo il caffè e la cicca, a scoppio ritardato, arriva della carne di cavallo tiepida e delle altre caraffe di vino rosso! Tommy e Laura sono decisamente gli ospiti della serata, assistiamo assieme al gig caciaroso ma abbastanza divertente dei Normal insane e quando è il nostro turno, il sottoscritto ha già recuperato il backline dal magazzino delle conserve preparandolo vicino al palco. Beviamo delle birre giganti sgasate dimenticate dall'altra band sulla testata Marshall del cantante e attacchiamo il gig. L'atmosfera è ottima, la gente a panza piena post cena riempie la sala ubriacandosi selvaggiamente e quando siamo verso la fine incomincia a filmare, fotografare, insomma il festino parte. Il bis diventa un altro concerto intero. Le canzoni si ripetono a loop e il gran finale è una jam delirante di 20 minuti, dove il matteino finisce alle pelli e simo alla chitarra... A sorpresa finiamo a dormire in un albergo (mai chiesto) in centro ad Asolo e come previsto, dopo 2 ore di sonno, finiamo in una pizzeria a Bassano. Sul ritorno, a mente lucida, ci fermiamo al locale per farci pagare e discutendo con Eleonora (padrona del bar) scopriamo delle innumerevoli tensioni fra lei e il responsabile Andrea, che per telefono riporta ben altro al Team del Cane. Per fortuna veniamo pagati, mi spavento pensando di aver dimenticato giacca e portafoglio (il tutto è sotto un ampli nel furgone) fra pizzerie e locali vari, e proseguiamo verso la quarta data. Amen!

> Il Cane

> 22 Aprile 2010

Juice - Trieste
Ci siamo, almeno credo... Con una settimana alle spalle decisamente impegnativa condita da intense prove nel fortunato studio di Simo, proseguiamo armati di una Fiat Multipla a metano. La prima tappa è Radio Fragola per un set acustico. Sono le 16.30 ed è da un sacco di anni che non passo per l'O.P.P.; è stato tutto ristrutturato, e fra i glicini in fiore, il sole, le casette arancioni appena ridipinte, qualche matto che cammina sereno per il parco, sembra di essere nel paese delle meraviglie. Francesco e Cristian (il primo responsabile del programma, il secondo intervistatore) sono decisamente alla mano e disponibili. Decidiamo i brani del Cane da suonare in acustico e quelli invece da mettere sul cd e in un battibaleno mi trovo suonare in diretta, coordinato da un tecnico (al di là del vetro) con labbra per metà tatuate! Mercoledi parte lentissima, con corde nuove al limite dell'accordatura e stecche totalmente gratuite. Mi sento un po' mona, decisamente migliore invece Male al dente, nella quale mi lascio andare senza stare pensare molto, raggiungendo un equilibrio interno, esterno, dentro, fuori...  insomma è andata... Fase B. Parcheggiare l'auto in curva e in doppia fila sopra all'ex Nutty (sperando che gli autobus non la centrino) mentre aspettiamo Eros che è ancora stanchissimo per una serata di quelle brave... Al negozio di strumenti di fronte al Juice mi dimentico di prendere svariate cose importanti (microfoni, cavi, aste) e quando ce ne acccorgiamo è già troppo tardi e decidiamo che da questo momento (dato che Simo è un super fonico) sarà lui ad occuparsi di schede tecniche e liste della spesa! Siamo emozionati, oltre ad essere il primo gig con Simo, è anche il primo concerto in vita sua alla batteria, sembra quasi una barzelletta, ma invece è la pura verità! Proviamo dei brani al volo, Andrea segue i volumi nella piccola sala, però è troppo tardi per concentrarci veramente, così ordiniamo delle pizze squisite da un Serbo che parla in napoletano annaffiando il tutto con del buon Chianti requisito al Settimo nella dimora Dainese nel primo pomeriggio. Sono le 22.30, non c'è molta gente, ma quando si avvicinano le 23 fuori dal Juice è pieno di amici e conoscenti: la gente è venuta per il concerto, il fatto di essersi coordinati con i fratelli Russo e aver spostato la data al giovedi, in modo da non entrare in concorrenza con il Tetris (il pubblico è lo stesso), ha portato i suoi frutti e quando attacchiamo il concerto l'atmosfera è speciale. Chiaramente sbaglio dei testi nel primo brano, manco degli accordi in svariate canzoni, ma siamo rilassati, Simone spacca di brutto, il suo obiettivo è di essere credibile e ci sta riuscendo alla grande, così come il Pierascador. Verso la fine della scaletta siamo costretti ad abbassare i volumi per l'arrivo delle forze dell'ordine. Eros dice: "Ciò come le vere rockstar!". La serata chiaramente degenera, non arriviamo mai più a casa di Barbara a dormire, ma per praticità ci incastriamo a casa di Antonio, che vive attaccato al Juice, scortati da "The Lord of the rings", amici vari e da vicini decisamente comprensivi (forse sordi) che non reagiscono assolutamente al disco di Ayris che Antonio decide brillantemente di suonare a tutto volume per celebrare un alba quasi lisergica a base di limoni mancati, prima naturalmente del collasso di massa.

> Il Cane

> 20 Febbraio 2010
Blue Dahlia- Maria di Jioiosa Jonica (RC)
Ci svegliamo alle due del pomeriggio in relax. C'è una giornata di sole splendida e anche se il vento spacca le palle, decidiamo di mangiare dei panini all'aria aperta. Una volta a Gioiosa l'incontro con Ruggero del locale è quasi epico: ci conosciamo da sempre, la prima volta nel '94 con i Jitterbugs e i Chokebore. Il Blue Dahlia è stato ridipinto e curato nell'estetica e probabilmente anche nel suono, che tra l'altro organizziamo in breve tempo, coscienti della possibilità di suonare a massimo volume anche in spazio così ridotto. I ragazzi dell'altro gruppo, Giuliano e Mauro, sono in ritardo spietato perchè la finanza in un paesino sperduto ha deciso di ribaltargli la macchina. Al rituale della cena, quello più dolce, non manca una pasta buonissima, delle tartine piccanti, fiumi di vino rosso, caffè, Amaro del Capo, dolcetti, risate e discorsi molto interessanti con i nuovi vicini di palco milanesi. Al momento del concerto il locale si riempie, però Ruggero si sente poco bene e ci troviamo senza uomo al mixer. C'e un attimo di panico generale, ma in realtà Giuliano ha un suono super relax e ci mettiamo poco a ricorreggere i volumi della sua voce nell'impianto. Il nostro gig è decisamente più difficile, sono stati invertiti dei canali e abbassando il volume delle basi nell' impianto e nei monitor in realtà perdiamo anche la voce e ci mettiamo gran parte del concerto per trovare un ascolto umano e sentirci a nostro agio nuovamente. Questo però non uccide l'entusiasmo del pubblico che fin dalla prima canzone è presente, sufficientemente caciaroso, insomma decisamente festaiolo! Questo giro il buon Pierasco mi deve una birra perchè il Matteino riesce pure a spiegare l'aneddoto di Here I stay riscuotendo un ottimo feedback dai presenti. Stiamo rifacendo partire la serata, Rosa (moglie di Ruggero) mi prega di suonare altri brani anche se la scaletta è finita, così chiedendo al pubblico (non più vergine) qualche preferenza, in risposta partono dei cori con svariati titoli. Tutti si ricordano i brani, c è chi urla Nero, chi Dune e via dicendo! Vendiamo dei dischi, ci riempiamo di bibite, balliamo e la serata degenera fino alle cinque del mattino, quando dopo quindici chilometri di tornanti collasseremo stanchi morti in una casa dove entra la pioggia dal tetto e scola dritta sul letto di Pierascador e Caio. Grazie al gatto e alla volpe per la comprensione durante tutta questa dodici giorni di chilometri e risate!


 

> Il Cane

> 19 Febbraio 2010
Tonninas- Catanzaro Lido
Siamo riposatissimi e fermandoci in una rosticceria compriamo per una cifra ridicola prelibatezze per sei persone invece che per tre. Emanuele Pentotal è il nostro uomo della serata: il booker, tour manager, tramite indispensabile con i nuovi titolari del Tonninas. Strano ma vero siamo in anticipo, il locale è ancora in piene pulizie, approfittiamo per portare a revisionare la testata del basso di Andrea da un tecnico nelle vicinanze e recuperare i fusti della battera. Il sound check è veloce e anche se non ci sono monitor disponibili dopo pochi tentativi riusciamo a trovare un equilibrio e un compromesso interessante con le basi e le voci, sia in ascolto che in uscita. A tavola oltre a sforare con il peperoncino calabrese sulle pizze, conosciamo meglio il dolcissimo Ema, il quale ci mette subito in guardia sulle mani corte del locale, sul fatto che si ha diritto a una bibita a cena e altre due solamente per tutto il resto della serata. Domani suoniamo dall'uomo Negroni per eccellenza (Ruggero Blue Dahlia) dunque opto per questo drink durante il gig e anche se il mix di Martini agisce sulle mie corde vocali in modo irrompente, mi lascio andare cercando con Andrea di far avvicinare la gente, che è tutta sparsa sulle pareti della sala gigante. Il concerto funziona, la gente applaude alla fine dei brani, anche se ci deconcentriamo su Here I stay e proviamo a suonare Al fiume come bis invece che Dune smontando un pochino il vibe solito della scaletta. La serata prosegue in un altro locale del quale non ricordo il nome e in una caffetteria in centro a Catanzaro alle 8 del mattino, dove parte una splendida chiacchierata sulla scena indie italiana con Saverio ed Ema che congederò esausto con un abbraccio una volta arrivati all'agriturismo. Notte a tutti! 

> Il Cane

> 18 Febbraio 2010
Zena- Campagna (Sa)
E il viaggio più difficile del tour ed era prevedibile. Anche se partiamo con la panza strapiena (tecnica inevitabile in questi giorni molesti) le otto ore di viaggio stendono tutti e due i drivers e impediscono comunque al Matteino di dormire in auto. Al locale optiamo al volo per un line-check prima del concerto e ci sediamo a tavola, permettendo così alla band di supporto di fare il loro sound check e inziare direttamente. Non sto bene, a tavola mi gira la testa, ho un mezzo attacco di panico e mi vengono in mente delle immagini inquietanti di una serie di incubi che mi accompagnano da giorni. Il concerto funziona durante le prime canzoni, poi il pubblico, composto principalmente da ragazzini, lascia la piccola sala e gli applausi alla fine dell'ultimo brano non sono neppure "pochi ma buoni". Pasquale è il titolare ed è molto disponibile, come Emanuele dei My bad feelings che oltre a comprare il nostro cd è il tour manager della serata spedito per l'occasione dal booker Roberto che era impegnato per un esame a Roma. Muoriamo in un albergo, drogati dalle docce bollenti, la sigaretta della buona notte e la voglia di dormire per sempre.
 
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