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> IL MORO E IL QUASI BIONDO

> 25 Luglio 2008
HERE I STAY - Guspini (Ca) ITA
 

Questo giro non ci sono problemi di traghetti e ritardi, si arriva in aereo come dei veri principini zingari. Le logistiche di viaggio sono gestite dal capitano di bordo quasi biondo Roby, che al momento del check in (quando scopre che la franchigia è di 18 chili a persona e non a bagaglio) baratta il suo colorito rosso nordico per un bel "sano" verde pallido. Si è sforato di 27 chili, uguale 270€ di sovrattassa sui bagagli, e neppure lo sconto a 90€ in tutto farà tornare il sorriso al quasi verde. Gae è stato arruolato dall'Here I Stay come fonico ed è una dolce sorpresa quando compare ad accoglierci all'arrivo in aeroporto. Seguono dei concerti a Poetto (lungo mare Cagliari), il meeting con tutta la splendida squadra dei sardi, l'inevitabile acquisto di birre per sopravvivere 3 giorni in mezzo al nulla, il divertente arrivo in macchina a Guspini con Davide Golf club e il montaggio delle tende concluso con un'eroica gonfiata a petto del materassino matrimoniale da parte della Matteite. Ma eccoci al giorno chiave, today is the day! Il risveglio è traumatico: è troppo presto è fa decisamente troppo caldo in tenda. Mi metto a disposizione dello stuff, accordo battere, aiuto il Gae sul palco piccolo e in cambio chiedo ospitalità per le mie birre calde nel frigo del backstage; il tempo di raffreddarle e saranno loro le uniche vere protagoniste e amiche dei lavoratori che al momento hanno il bar chiuso fino a cena. Ma sono le sette di sera ed ora sono emozionato; dopo un lungo e rilassato sound check sul palco piccolo con il moro, siamo pronti per dare inizio alle danze ed essere i primi ad inaugurare questo splendido happening di 3 giorni. L'intro ballabile e psichedelico del moro richiama e accoglie davvero tutti i presenti al festival; c è un'energia speciale, un attimo prima d'incominciare a suonare la batteria, sorrido ai miei due colleghi e osservo gli occhi attenti del pubblico che non ha mai visto il moro, ma a giudicare dai successivi svariati apprezzamenti, rimarrà particolarmente colpito e sorpreso. Da questo momento in poi tutto diventa un pochino nebuloso, certo ho un sacco di sorrisi ed immagini splendide che disordinate trovano posto fra i miei neuroncelli, ma buona parte delle informazioni dei successivi tre giorni vengono riportate da quelli che fanno gentilmente da balia al Matteino in piena matteite vacanziera...La mattina seguente vengo eletto come il nuovo sostituto di Bias perché dopo le innumerovoli scivolate e discutibili pseudo addormentate della sera prima, all'alba raggiungo l'apice: la porta della cucina è semi aperta, io entro per uno spuntino e l'allarme generale dell'Here I Stay parte in bomba; scappo spaventato come un teen ager perdendo il cellulare nelle lontane zone off limits del camping! Ringrazio per la pazienza il moro e chiaramente tutto lo stuff che ha colto la mia totale buona fede! Il secondo giorno non si dorme ancora in tenda per il troppo caldo e rimaniamo incastrati all'interno del festival per mancanza di mezzi. I gruppi sono ottimi, il Dj set del sosia dei Righeira spacca di brutto quanto il Gae che ritrova il mio cellulare e lo comunica a tutti dall'impiantone o come le danze sul palco di fine serata con falli tatuati sulle braccia di molti ed un'euforia collettiva super genuina, conclusa con un matto in acido che all'alba decide di tener sveglio tutto il campeggio con un'unica frase: " Mucho mucho maionaisa"... Il terzo giorno finalmente riusciamo a raggiungere Piscinas in auto in compagnia di Tiziano Bob Corn più battero Three in one gentleman suite i 4 splendidi Father Murphy e chiaramente il moro e il biondo. A parte un pochino di sole iniziale al mare, ci piazziamo diretti al ristorante per una sana orgia di pesce terminata con un nuovo bagnetto, ma questo giro con affogata conclusiva del mio cellulare che recidivo dimentico nelle tasche del costume...Che giorni speciali, come i concerti degli Enon, dei Mojomatics, dei Plasma Expander con il mio dottore e battero preferito del festival. C' è tempo, ma devo trovare un nuovo gruppo da portare per la prossima edizione. Grasssieeee.
             

> IL MORO E IL QUASI BIONDO

> 04 Luglio 2008

SOFT CELL- GALLERIA COMUNALE MONFALCONE (GO) ITA

Suonare ad una mostra, all'interno della galleria comunale di Monfalcone, è curioso quanto sono svariate le nostre ipotesi su come può essere interpretato dai presenti un concerto del Moro e il quasi biondo. Il nostro linguaggio musicale (e non solo) è semplice e diretto e la gente ci osserva, ma soprattutto ascolta, appoggiata ad una colonna, mentre un'elica sopra le loro teste gira "rumorosa" per tutta l'esibizione. Buona parte degli artisti amici di Lorenzo (freschi freschi come lui dall'accademia di Bologna) espongono nello stesso contesto, ma preferiscono bere degli spritz fuori, invece d'assistere alla performance; l'immagine romantica della mostra come laboratorio, luogo di scambio d'idee e informazioni, svanisce nel mio cranio fra il primo colpo di spazzole e di cassa. Il resto della giornata di sole super afosa si divide fra i due baretti adiacenti alla galleria, il banchetto Catering più veloce del west (non dura più di 15 minuti), la cena per festeggiare il compleanno del moro con la geniale entrata a sorpresa in pizzeria di tutti i Tazenda dritti dal palco in centro, la fuga notturna alla chiusura dello Zoo a Udine, Veronica che (alle cinque del mattino) dorme abbracciata ad Anna sulla poltrona di mia sorella gemella Martina.

> IL MORO E IL QUASI BIONDO (+Flap+MOjOmatics+stop the Wheel+Settelfish+fare soldi dj)

> 21 Giugno 2008

Park life festival- Mortegliano (Udine)


I circoli Arci dell’Udinese e non solo si sono riuniti e hanno organizzato una due giorni di Rock n' Roll nei tendoni da circo della mitica Mortegliano. All’ultimo saltano un paio di gruppi, ad ogni modo sul palco piccolo rimaniamo noi e i Flap che come al solito ho fatto invitare per la splendida occasione. Sul palco più grande ci sono i veneziani Mojomatics che adesso sono in 3 con al basso  il mitico sardo Gabriele, fonico della scorsa edizione dell’Here I stay festival, poi i super 70 e impeccabili Stop the wheel e i Settelfish di Bologna con alla chitarra il fratello di Paolo (my awesome mixtape), con il quale nel pomeriggio scambio due parole al bar ignaro della parentela e scoprendolo solo più tardi ormai a notte fonda. Provengo da svariati giorni a Firenze con Veronica, lei è un attimo “stanca”, io invece mi ripiglio sempre di più e dopo il concerto del moro, emotivamente superiore alla media, non posso far altro che girovagare per i tendoni e chiacchierare con tutti i conoscenti e non…Tutti i gruppi a partire dai Flap spaccano di brutto e qualitativamente parlando tengono alta la bandiera, rendendo spero ancora più credibili e possibili le prossime edizioni di questo festival friulano. Ma come sempre c è l’altra faccia della medaglia; Matteone è appena arrivato esausto dall’ospedale, Ilaria sta proprio molto male, i medici non sanno bene più che dire o fare, sembriamo entrambi in un film! Ne parliamo di fronte ad una pizza in compagnia di Fabrizio, dividendoci dei free drink e cercando di aiutare Matteo a staccare un attimo da questo scherzo del destino assolutamente imprevisto e feroce. Un giorno forse qualcuno troverà il modo di fermare il tempo, annientare le dinamiche per le quali nella vita ci si trova spesso a soffrire gratuitamente, disarmati, impreparati, piccoli, grandi, coscienti, non coscienti, comunque fragili.




 

> IL MORO E QUASI BIONDO (+three in one gentelman suite+No seduction+nickel Hill orchestra+Speedy Peones)

> 15 Giugno 2008

IL PIADISCALCO- Saletto (Padova)

Dio quanto amo la squadra dei Flap, decisamente avanti, disponibile, positiva, sempre pronta a sprigionare energia anche nei momenti più difficili. Questo “festivalino” domenicale è la prova della loro voglia di comunicare, coinvolgere, anche in una location piccolina come Montagnana, dove negli anni sono riusciti ad educare amici (e non solo)  e sprigionare il virus indie a tal punto da riempire il giardino del Piediscalco, invitando delle band sicuramente sopra la media. Con il Moro siamo i primi ad arrivare, beviamo caffé e birete finche vediamo apparire Shirley (appena promosso a gemelle kessler assieme al fratello ricciolo Cristian) ancora protetto dagli occhiali da sole, probabilmente per nascondere gli indelebili segni del feroce e appena passato sabato sera. Con il moro si suona per secondi nel tardo pomeriggio. C è molto interesse nei nostri confronti, tra latro un pochino d’amici non mi vedono dietro ai tamburi dai tempi dei fancesini, dunque è una specie di doppia novità! Mi piace molto, la gente è attentissima e in modo stra sereno, dunque la tensione durante la performance sale in modo genuino, fino al finale quando mi ritrovo quasi a ribaltare piatti come ai vecchi tempi e a sorridere alla gente che ci guarda come fossimo stati catapultati direttamente da marte eh! Gli Speedy Peones fanno un concerto alla lunga forse un pochino troppo Hives, ma l’impatto e l’energia sono decisamente notevoli. Poi ci sono quelli che finiscono con il rap alla Beastie Boys, assolutamente super fighiii. Durante la serata partono dei discorsi super interessanti con la Ceska e i ragazzi d’Este che, assieme alle salsicce alla griglia e le birre tedesche, mi rilassano un sacco, oltre chiaramente a divertire un casino. Poco prima della stilosissima esibizione degli amici emiliani “three in one” scopro che da lì a poche ore i ragazzi devono prendere un volo per un tour in U.K. pronti ad inaugurarlo il giorno dopo proprio nella famigliare e ormai lontana Newcastle: non perdo l’occasione e avverto immediatamente via sms  il ragnetto Clara e tutto il resto della speciale truppa Geordie…( talaltro mi piacerebbe sapere com’è andata a finire??). Il ritorno è un lungo straparlare della Matteite che entra nella logorrea vera e intrattiene senza tregua i rassegnati Biondo e Moro fino al momento in cui riescono esausti a congedarlo fuori dal nido Udinese della gemellina Martina…sgrassie ragazzi, veramente dei principi del concetto e della fonetica eh!


> DEJLIGT (+il moro e il quasi biondo)

> 05 Giugno 2008

Ambasciata di marte- Firenze

I tre giorni off prima di ripartire nuovamente per la toscana sono un attimo complicati; Ilaria è in ospedale e le sue condizioni non sembrano migliorare, le registrazioni del nuovo disco di Dailit ( o chi lo sa come si chiamerà questo nuovo progetto in italiano) si fanno sempre più serrate, affiancate anche da una certa ansia collettiva, probabilmente dovuta alle poche ore di sonno e al caldo, che come ogni anno arriva senza pietà e sempre più umido e violento. Pierascador è busy con il lavoro, il magico Caio non capisce nulla come il solito e la mattina della data dice che vuole venire a farsi un giro a Firenze anche se non c è posto per lui in macchina. Nei giorni prima (dato il mio stato di matteite galoppante)  ho scritto una mail un attimo durella al dolcissimo biondo “pregandolo” di occuparsi assieme al lento delle parti burocratiche, logistiche e promozionali delle prossime date del moro. I ragazzi arrivano a prendermi in stazione puntuali, con macchina carica, indicazioni stradali, orari e tutto: sono stra felice. Il mio ricordo della scorsa data di Dailit all’Ambasciata di Marte di Firenze (feed the dog tour maggio 2007) non è dei migliori, tipo: soldi in meno sul cachet, alberghi pagati in parte, poca gente, accoglienza discutibile…ma la data l’ha chiusa Ale Edera seguendo i miei contatti e sono troppo curioso di vedere come sarà questo giro. Il locale è ancora più vuoto della volta prima, ma i gestori sono molto più gentili, almeno questa volta (anche se ci pagano comunque la metà), non hanno i braccetti corti sulle birre e la serata si riduce ad un concerto improvvisato acustico di Dailit con il Matteino accompagnato alla battera e xilofono dal biondo e ai rumori e cori dal Lento. Anche la performance del Moro ha la sua dignità: suoniamo infatti di fronte a Lorenzo Napolo, la cucciola Veronica ed il suo amico barbuto Ludwig. La serata si termina con una bella chiacchierata e bevuta assieme ai ragazzi del locale, una stremante camminata in giro per Firenze di notte e una sfortunata litigata a casa del Napolo fra Lorenzo e una fanciulla. Sweet dream sweetie…


> IL MORO E IL QUASI BIONDO

> 01 Giugno 2008

Alter- Circolo degli artisti- Roma

E' durissima, siamo stanchi morti e l’impresa non è ancora finita. Il backstage è all’aperto, disponiamo in un angolo tutto il back line accuratamente archiviato dal ragazzo della sorella di Valentina e incominciamo una sana pennichella sui dei comodi divanetti. Arrivano a rate: mia cugina Giorgia, degli amici del biondo e anche la mitica Rosal d’Avellino. Siamo troppo stanchi, le pubbliche relazioni sono un disastro, cerchiamo semplicemente di accumulare più energia possibile in modo di essere poi in grado di affrontare l’ultimo concerto di questi improbabili quattro giorni. Di solito siamo molto lenti a montare il back line sul palco, ma già da giorni sappiamo che questo giro il tempo a disposizione è ridicolo, infatti il “lento” è bravissimo e dopo 10 minuti fa già partire l’intro e di default un bel po’ di gente entra nella sala. Forse è la prima volta che suoniamo con un impianto così grosso e la differenza si sente sia fuori che sul palco. Il pubblico applaude ipnotizzato, il volume dei monitor è mastodontico, suono sulle basi come suonassi con degli stuzzicadenti sopra una radiolina al mare e per la prima volta provo ad illudermi che il set può stare in piedi anche senza proiezioni. Suoniamo decisamente più precisi del solito, i noiosi silenzi o stalli fra un brano e l’altro scompaiono magicamente venendo anche spontaneamente sostituiti dalle felici occhiate compiaciute dei tre freaks in questione. Seguirà una corsa veloce con Pierasco e Giorgia verso l’Init (l’altro locale ad ospitare la manifestazione) pronti ad assistere al difficile concerto dei Don Vito e ovviamente abbracciare la Zizza, Manu e il resto dei ferraresi. Il lento e il biondo passano invece il resto della serata al banchetto merchandising a raccogliere feedback post concerto e rilassarsi prima del complicato caricaggio della macchina e la pazza idea del Moro di tornare a Udine da Roma alle 2 del mattino dopo tre giorni insonni. Colgo l’occasione per ringraziare Andrea per averci portato sani e savi all’ovile friulano e Valentina+sorella+ragazzo ( scusate ho scordato i vostri nomi sono una frana) per la disponibilità, l’accoglienza, il rimborso e i sorrisi.


> >DEJLIGT (+Il moro e il quasi biondo+Flap+Comaneci)

> 31 Maggio 2008

Zia Elena- Castiglione d’Orcia (Siena )

Il viaggio notturno è stato ok! La Matteite armata di caffé e birete ha fatto da navigator tenendo svegli i vari driver che egregiamente si sono alternati alla guida fino ad arrivare verso le 11 del mattino alla famigerata nuova tenuta toscana della Zia Elena e di Andrea. La sorpresa, arrivando sulla cima della collina, è incredibile: la location è da film, la magia e l’energia positiva che trasmette un posto del genere è tale da farmi dimenticare che non dormo da 48 ore, che sto incominciando sotto un sole ferocissimo dell’una del pomeriggio a smontare (solo in compagnia del Sawicki) il mega impianto improvvisando il palco sull’erba, che Ilaria sta poco bene e purtroppo non sarà dei nostri come anche mia Zia Maria (incastrata dal lavoro) e che, in poche parole, ho la totale responsabilità dei concerti e di tutta la logistica che porta un lavoro del genere. Per fortuna arriva il Pierascador in aiuto e da lì a seguire tutti le varie e speciali band che hanno deciso di partecipare a gratis a questo meeting particolarmente bucolico. Verso le sette di sera, anche se ho indossato la maglietta tutto il tempo, la ragazza del Sawicki e la sua splendida piccola creatura di tre anni mi fanno notare che sono completamente ustionato ah! Ma i concerti sono un contorno al fatto che mia Zia ha preso in affitto a vita questa tenuta da sogno e che un giorno diventerà un agriturismo speciale, dunque mi guardo in giro a caccia di parenti Dainese scoprendo che, degli zii, mancano sia Massimo che Tullio, mentre dei cugini la Giorgia, Chiara, Elio e Tony. Siamo un attimo in ritardo, ma i fiumi d’ottimo vino e immensi piatti di splendide leccornie distraggono i presenti che si lasciano andare a banchetti gratuiti più che selvaggi. Ad aprire le danze è Il moro e quasi biondo, seguono poi gli incredibili Flap, i Comaneci e poi a sorpresa mr.Dailit: ovvero il sottoscritto da solo (il Perascador mi dorme accanto nell’erba sotto il mixer) che, armato di chitarra acustica della Fra e di un sacco di vino, proverà ad abbattere in malo modo il gap generazionale fra gli invitati sessantottini e quelli invece cresciuti nei 90 a Nutella e Nirvana. L’atmosfera è pazzesca, il tempo è incredibilmente dalla nostra con un cielo stra colmo di stelle mega giganti; all’una di notte e passa nessuno campeggia, sono tutti presenti attorno alle casse dell’impianto, seduti, incuriositi, credo rilassati dal fatto che ognuno si sente libero di vivere la serata come meglio crede. Poi arrivano i flash, le fotografie che mi rimbalzano dentro, come mio Zio Maurizio e i 30 anni di Rai, il padre del Biondo che arriva in moto dal Friuli, la Jenny Coma con la bandana sulla tibia, Shirley che litiga con Lisi Bisi perché il ricciolo non ha ritrovato la via della tenda a soli 5 metri di distanza, le due immense damigiane di vino, dormire un’ora fra Erika, il Lento e Veronica sulle panche vicino al fuoco, il sorriso squalo del Ciapo, la Fabietta che dice che si ricorda di me al concerto di Joe Cocker a 10 anni, l’incontro (subito prima del gig acustico) con mio padre che pensavo già a nanna, fare l’alba a ridere in mezzo a due cuori che pulsano, la jam rock n' roll senza fine sul palco e quella invece con le chitarre acustiche in zona griglia capitanata dal singolo dell’estate Pian di Meta Vecchia, un pochino ostacolato da qualche bimbino indigeno e destrofilo non tanto d’accordo con gli ideali compagneschi dei barbuti, e ancora un super abbraccio con la Francesca, i banchetti della mattina valorizzati da glicemie impeccabili, Betta dura abbracciata a Filippo nel verde, Niccolò perennemente con il Nintendo, complimentarsi a vicenda con la zia e Andrea per la riuscita della serata, sentirsi fortunati e più grandi perché in un anno si è conosciuto oltre che degli ottimi musicisti, degli amici veramente speciali…Sgrassie al Moro, ad Andrea, ai Comaneci, ai Flap, al Sawicki, ai cugini e alla zia Sandra per la rotolata esilarante  sulla via dei bagni.




> DEJLIGT (+il moro e il quasi biondo)

> 30 Maggio 2008

Caffé Tritolo- Avoigliana (TO)


Ed eccoci qua in Piemonte ai confini con la Francia alla prima di tre date di fila che vedono impegnati l’ormai rodato team dei DEJLIGT e del IL MORO E IL QUASI BIONDO. Chiaramente ci sono gli imprevisti, altrimenti parrebbe tutto scontato e noioso: oltre alla mega alluvione in zona che ha fatto straripare fiumi e isolare completamente rispettivamente Ru Africa a Pinerolo e Barbara ufficio stampa a Torino, la chicca è certamente quella del nostro battero Caio il magnifico, che il giorno prima (causa trasloco imprevisto) decide di non presentarsi all’appello, imponendo ai danesi nel cuore Dailit un improbabile set acustico. L’ex armeria è un posto accogliente , i ragazzi sono super gentili e ospitali, peccato però che a fine concerto dovremmo smontare “abbastanza” rapidi per poi ripartire al volo per la Toscana…rimandiamo così alla prossima volta la mitica visita guidata all’interno della collina fuori dal locale, stra colma d’interessanti cunicoli e labirinti. La cena è perfetta e il giardino incomincia a riempirsi di gente, nessuno però s’avvicina alla sala del concerto, rendendo la partenza della Matteite, da sola e in acustico, un attimo titubante. Bevo delle cosine con la chitarra acustica di pancia sulle ginocchia, sperando in un relax in apparenza tutt’altro che facile; due ragazze si siedono sul pavimento sulla destra della sala, incomincia ad entrare qualcuno, mi sento meglio, si crea immediatamente un’atmosfera molto intima, quel che basta per farmi partire a raccontare (ai pochi ma buoni) le storie di dailit più spoglie ma forse anche più efficaci che mai. Il buon Pierascador mi segue dal mixer e così sarà anche più tardi durante il fortunato concerto con jam incorporata del Moro. Andrea tutto fare sta prendendo un nuovo ruolo essenziale oltre che di driver anche di fonico e rody. Nei giorni a seguire scoprirò la vera importanza di questa sua splendida energia.


> DEJLIGT (+il moro e il quasi biondo)

> 23 Maggio 2008

Osteria antico Burchiello- Pordenone

Dopo la fortunata dallo dello Zoo a Udine che ha visto protagonisti un sacco d’amici pordenonesi in trasferta, suonare al Burchiello da Luca ed Elena diventa un festino assicurato e una perfetta occasione per prolungare aperitivi più che agitosi. C’è infatti un sacco di gente, è una continua spola fra il bancone, i tavolini fuori, quelli dentro, i bagni! Oggi si festeggia anche l’addio al nubilato della super amica Annalisa Nieddu; è la prima del nostro giro di Via San Vito che ha deciso di fare il gran passo, la osservo ridere e scherzare con le varie amiche del cuore sentendomi ancora più diciottenne del solito. Fra le varie bibite, il lento ed efficace sound check del moro sul micro palco dell’osteria, i saluti continui d’amici e conoscenti vari, decido di concedermi una cena più che consistente, prima dell’inevitabile infiammata allo stomaco…Siamo tardi, si parte con il set del Moro. Penso sia la prima volta che con loro mi ribalto sul click e suoniamo tutta la prima parte della seconda canzone “ sincronizzati”con la base, ma ognuno in un modo diverso. Per fortuna sono in pochi a conoscere i nostri brani, tutti da scoprire e da interpretare a seconda del proprio stato emotivo. Al momento di Dailit siamo sforatissimi con i tempi; Luca, da dietro il balcone, mi strilla che posso fare al massimo due, tre pezzi e dunque partiamo con Beat the Gong durante la quale (al volo fra un verso e l’altro) domando ai presenti di fare i volumi generali, alzare le voci e basi varie. Alla fine è un piccolo party; Enrico balza sul palchetto a fare Town e mi sembrano tutti rilassati, ma anche attenti ed interessati. I fratelli Furlanetto sono a mezzo metro in linea d’aria, mi fanno un sacco ridere e ci parlo liberamente durante le canzoni. Il post gig è da signori…ricordo il gioco della “lattina” ad un tavolino fuori in compagnia del quasi verde, Erica e un'altra dolcissima fanciulla, un ritorno verso Udine in macchina ormai in pieno giorno con la pioggia e la sorpresa d’essere ancora in piena forma.



> DEJLIGT (+Don Turbolento)

> 17 Maggio 2008
Wah Wah club- Mestre (Venezia)

Ok questa è la prima data di questo tour di DEJLIGT in accoppiata con IL MORO E IL QUASI BIONDO dove purtroppo vediamo i Dejligt costretti ad affrontarla senza il Moro; infatti Daniele del Wah Wha dice che il locale ha un palchetto concretamente troppo piccolo per ospitare addirittura tre band, dunque ci si  rassegna a dividere il palco solo con i bresciani e ultra simpatici Don Turbolento. Durante il viaggio ci accorgiamo di aver dimenticato l’ampli di chitarra, per fortuna il biondo è uno dei nostri, così almeno noi due riusciamo lo stesso ad avviarci a Mestre e scaricare una parte del back-line. Ci sono tre sorprese ottime della giornata: la prima è che i Don Turbolento sono accompagnati dall’amico DJ e promoter Marco Obertini di Brescia che rincontro dopo un sacco di tempo con gran piacere, le altre due sono certamente i due DJ BogalooRobert (ex Magic Bus) e Checco Merdez: entrambi fun di Dailit, entrambi veramente gentili e assolutamente ottimi selezionatori di rock n' roll! Il concerto è sufficiente, ma non è dei migliori. Sul palchetto c’è un sacco di buio e dunque la Matteite non vede una pippa e va nel panico soprattutto quando gli cascano plettri o non trova il blocca corde eh! Una gag divertente è invece quella del Caio che, oltre a dimenticarsi il mixer al locale, dopo un pochino che cerca di taccheggiare una delle bariste carine si sente sparare dalla stessa (probabilmente miope come la Matteite) una cosa del tipo…: “oi ma quanto faceva cagare il batterista del primo gruppo?”, segue quella del personaggio stra “schizzato” che sale scale di corsa chiedendo aiuto perché sostiene che c’è una Porche nel fossato (immaginario) sotto il locale. In realtà una volta ritirato il cachet e salutata tutta la speciale truppa del Wah Wah notiamo il famigerato mezzo da Yuppie a 30 metri del locale, ma non è in un fosso, è invece sul recinto di una villetta con tanto di omino chiuso dentro, autoambulanze e forze dell’ordine varie. Per fortuna sembra che non si sia fatto male nessuno. Speravo di beccare mio cugino Ciapo o qualche altro veneziano, invece nisba…eh sappiamo bene che fare il ponte della libertà è sempre un gran sacrificio per quella ciurma di lagunari pantofolai eh eh! Un abbraccio ancora a Daniele e al biondo per avermi riportato a casetta.


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